Cassazione Penale, Sentenza n. 5610/2022 del 17/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto negativo di competenza territoriale relativo a un procedimento penale (n. 2155/2014 RGNR Proc. Firenze) con 45 imputati per vari reati, in particolare più episodi di corruzione e vicende connesse attinenti ad abilitazioni e posti di ricercatore universitario (capi B ed E). Il contrasto nasceva dalla diversa individuazione del "primo reato più grave" tra reati connessi: il GUP di Firenze aveva ritenuto la fattispecie unitaria e la consumazione finale in Pisa; il GUP di Pisa aveva invece sostenuto che, attenendosi alla prospettazione dell'accusa, il nucleo principale fosse riferibile a Firenze. Si è discusso sull'interpretazione della pluralità di accordi corruttivi (se unico fatto esteso o più fatti autonomi concatenati) e sul criterio per attribuire la competenza territoriale ai sensi dell'art.16 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha deciso che la competenza per territorio, con riferimento all'intero procedimento, va attribuita al GUP del Tribunale di Venezia. La Corte ha ritenuto che, analizzando i contenuti fattuali interni ai capi B ed E, emergono momenti consumativi distinti dell'illecito corruttivo: il primo "evento" di ricezione dell'utilità si sarebbe verificato a Venezia (16/12/2013) e costituisce il primo reato più grave ai sensi dell'art.16 c.p.p.; pertanto non è corretta la qualificazione del capo B come unica fattispecie concorsuale che farebbe ricadere la competenza su Firenze, né è sufficiente l'ancoraggio rigidamente alla prospettazione dell'accusa se questa non impedisce alla Corte di verificare la corrispondenza fatto/norma. La Corte ha quindi ricostruito autonomamente la fattispecie e designato il Tribunale di Venezia quale giudice competente.
Norme richiamate
Criterio per l'individuazione della competenza territoriale in presenza di reati connessi; la Corte ha applicato il principio del "primo reato più grave" individuando il primo evento consumativo rilevante ai fini della competenza.
art. 12 comma 1 lett. b) e lett. c) cod. proc. pen.
Rilevanza dei nessi di connessione tra reati (in particolare nesso finalistico/strumentale) per l'accorpamento della cognizione; la Corte ha ritenuto sussistente connessione teleologica tra gli episodi ma ha distinto i singoli eventi consumativi interni ai capi.
art. 8 comma 1 cod. proc. pen.
Regola di attribuzione della competenza al giudice che per primo conosce del procedimento rispetto al primo reato più grave; utilizzata per determinare quale tribunale debba celebrare il processo.
Richiamato nella rubrica per indicare la partecipazione al concorso di persone; la Corte ha valutato la distinzione tra più condotte concorsuali e fatti autonomi pur collegati.
Massime di principio
- In conflitti di competenza con reati commessi in più luoghi occorre analizzare i momenti fattuali interni ai singoli capi di imputazione per individuare il primo evento consumativo rilevante ai fini dell'art.16 c.p.p.
- La Cassazione, investita del conflitto, non è vincolata alle conclusioni dei giudici locali e può designare un terzo giudice quando, alla verifica degli atti, risulti una diversa ricostruzione corretta del fatto e della sua consumazione.
- Nel reato di corruzione la consumazione si realizza con la ricezione dell'utilità: quando vi siano più accordi corruttivi occorre individuare ogni singola ricezione utile e considerare quale di esse sia la prima ai fini della competenza territoriale.
- La qualificazione dei fatti fatta dall’organo dell’accusa è prevalente ma non assoluta: in sede di conflitto la Corte può verificare la corrispondenza tra fatto descrittivo e fattispecie giuridica e, se necessario, ridelineare la qualificazione per stabilire la competenza.
- Quando i fatti risultano collegati teleologicamente (reati mezzo e reato fine), la connessione può spostare la competenza, ma non giustifica l'assunzione di un'unica fattispecie se gli eventi consumativi sono distinti nel tempo e nel luogo.
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