Cassazione Penale, Sentenza n. 5568/2022 del 17/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti erano stati condannati per il reato previsto dall'art. 4, comma 1, della legge n. 401/1989 per avere, in concorso, organizzato e favorito l'accettazione di scommesse per conto dell'allibratore straniero "Stanleybet" senza la prescritta autorizzazione ai sensi dell'art. 88 TULPS. Hanno impugnato la sentenza di appello denunciando carenze della motivazione e la mancata considerazione del rilevante dibattito giurisprudenziale che poteva escludere la sussistenza del reato nella fattispecie (attività di raccolta effettuata in favore di bookmaker straniero autorizzato in altro Stato UE), nonché la mancata conversione della pena e la questione della prescrizione.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso per vizio di motivazione della Corte di appello. Ha ritenuto che la motivazione della sentenza di gravame si limitasse a riproporre per relationem le conclusioni del primo grado senza esaminare i motivi di appello e senza confrontarsi con la giurisprudenza di questa Corte (anche citata dai difensori) che delimita i confini della configurabilità del reato in presenza di attività di raccolta per bookmaker stranieri autorizzati. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato alla Corte di appello di Salerno per un nuovo giudizio, non essendo la Cassazione intervenuta con annullamento senza rinvio (anche per la necessità che il giudice del merito verifichi la rilevanza del periodo di sospensione del processo ai fini della prescrizione).
Norme richiamate
legge n. 401 del 1989, art. 4, commi 1 e 4-bis
La norma incriminatrice è stata applicata in primo e secondo grado per punire l'organizzazione/favoreggiamento della raccolta di scommesse per allibratori stranieri privi di autorizzazione; la Cassazione richiama la giurisprudenza che precisa i confini del reato, escludendolo quando l'attività del centro di raccolta è trasparente e si svolge nell'ambito di rapporti con bookmaker stranieri autorizzati in altro Stato UE.
Riferimento alla autorizzazione prescritta dalla normativa nazionale per esercitare attività di raccolta scommesse; il contrasto tra normativa interna e normativa eurounitaria è un punto di valutazione in ordine alla possibile non recessività della normativa nazionale.
legge di stabilità 2015 (sanatoria)
Citata in sede di merito come possibile causa di esonero o sanatoria, ma il giudice di primo grado e la Corte d'appello avevano ritenuto la sanatoria non applicabile alla fattispecie; la Cassazione richiama la necessità che tali argomentazioni siano esaminate e motivate in sede d'appello.
d.m. n. 111 del 2006, art. 1 comma 2 lett. i) e art. 2 comma 5
Il decreto ministeriale individua lo schema dei "luoghi di vendita" e prevede alcune attività di raccolta salvate dalla normativa; la giurisprudenza richiamata verifica quando la mera raccolta nei luoghi di vendita e l'attività trasparente verso l'allibratore straniero non integri il reato.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (es.: Sez. III, 9 settembre 2020, n. 25439; sentenza n. 51435/2016; Sez. VI, 22 dicembre 2014, n. 53420)
Decisioni nomofilattiche richiamate che disciplinano: (i) i limiti del reato quando l'attività sia trasparente e riconducibile a bookmaker stranieri autorizzati in UE; (ii) la necessità che il giudice d'appello motivi realmente la propria verifica sulla sentenza di primo grado (divieto di motivazione meramente per relationem). La Cassazione rimprovera alla Corte territoriale di non essersi confrontata con questi precedenti.
Massime di principio
- Il giudice d'appello che redige la sentenza per relationem non può limitarsi a richiamare la motivazione del primo grado: deve esaminare i motivi di impugnazione e spiegare perché ritiene la sentenza di primo grado resistente alle critiche mosse.
- Quando la fattispecie concerne attività di raccolta per conto di bookmaker stranieri autorizzati in altri Stati UE, occorre distinguere tra: (a) raccolta trasparente riconducibile contrattualmente al bookmaker (potenzialmente non integrativa del reato) e (b) intermediazione opaca che utilizza conti giochi dell'operatore italiano o soggetti di comodo (integrativa del reato).
- La Corte di cassazione svolge funzione nomofilattica: i giudici di merito devono confrontarsi con i precedenti significativi della Corte su questioni interpretative rilevanti e motivare il possibile discostamento.
- La conversione della pena detentiva in pena pecuniaria va valutata in base ai parametri normativi applicabili; non è sufficiente richiamare profili di "personalità" dei condannati senza ancorarli alla normativa che disciplina la convertibilità.
- La valutazione della prescrizione richiede che il giudice del merito determini con precisione il termine prescrizionale e se vi debbano essere aggiunti periodi di sospensione del processo (ad es. a seguito di rinvii), circostanza che può incidere sull'eventuale estinzione del reato.
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