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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45982/2024 del 16/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza della Corte di Appello di Roma che aveva riconosciuto la continuazione tra più episodi di rapina e aveva determinato la pena complessiva. Il ricorrente censura esclusivamente la quantificazione della pena, contestando l'attribuzione di un aumento di un anno in continuazione per la rapina del 8 gennaio 2023, episodio non aggravato con profitto pari a 80 euro e applicazione della circostanza attenuante di cui all'art. 62 n.4 cod.pen.; sostiene che l'aumento è sproporzionato e motivato in modo errato

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la metodologia seguita dalla Corte di Appello, conforme ai principi della giurisprudenza unitaria (Sez. U. 2021 Pizzone): la Corte dell'esecuzione ha individuato il reato più grave, fissato la pena base e ha quantificato e motivato distintamente gli aumenti relativi ai reati satellite. In particolare ha valutato che la pena inflitta in primo grado per il fatto del 8 gennaio 2023 era di anni 2 e mesi 8 (al netto della diminuzione per il rito) e che la quota attribuita in via di satellite pari ad anni 1 è proporzionata rispetto agli altri aumenti. La Cassazione ha ritenuto non manifestamente illogica la considerazione del protrarsi nel tempo delle condotte quale elemento negativo della personalità e ha rilevato che il giudice dell'esecuzione ha tenuto conto anche della scarsa entità del profitto. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 671 cod.proc.pen.

    Norma richiamata per il riconoscimento della continuazione ai fini dell'esecuzione; la Corte ha applicato il principio che consente di riunire più condanne ai fini del calcolo della pena complessiva

  • art. 62 n.4 cod.pen.

    Circostanza attenuante riferita al singolo episodio del 8 gennaio 2023; la Corte ha riconosciuto che la circostanza attenuante e la modesta entità del profitto sono parametri valutati dal giudice, ma non escludono automaticamente un aumento determinato in concreto

  • Giurisprudenza: Sez. U. 2021 ric. Pizzone

    Principio richiamato secondo cui il giudice che determina la pena complessiva deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento relativo a ciascun reato satellite; la Corte di Appello si è conformata a tale principio

Massime di principio

  • Nelle ipotesi di continuazione il giudice deve indicare il reato più grave, stabilire la pena base e motivare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite
  • La presenza di una circostanza attenuante o di un profitto esiguo influenza la determinazione dell'aumento ma non impedisce di attribuire un aumento significativo se la valutazione comparativa con le altre condanne lo giustifica
  • Il protrarsi nel tempo di più condotte illecite può essere considerato un elemento negativo di personalità, rilevante nella determinazione degli aumenti in continuazione
  • La Corte di Cassazione è deferente rispetto alla valutazione del giudice dell'esecuzione salvo che emergano errori di diritto, vizi motivazionali palesi o manifesti illogicità nella determinazione numerica degli aumenti
  • Per impugnare con successo la quantificazione degli aumenti in continuazione occorre dimostrare che la motivazione è manifestamente contraddittoria, illogica o non conforme ai criteri previsti dalla giurisprudenza unitaria

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