Cassazione Penale, Sentenza n. 45983/2024 del 16/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza dell'8/07/2024 che aveva revocato la sospensione condizionale della pena. Il ricorrente deduceva, in primo luogo, la violazione delle norme processuali per mancato avviso dell'udienza camerale nei termini di legge (la notifica all'interessato risulta effettuata dopo la data dell'udienza) e, in secondo luogo, un errore nell'avviso di udienza relativo all'indicazione della sentenza cui si riferiva la revoca (si contestava che la sentenza indicata riguardava fatti per cui il ricorrente era stato in realtà assolto con sentenza n. 1201/2023).
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso per il primo motivo ritenendolo fondato: è stata accertata la mancata comunicazione dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale nel termine minimo di 10 giorni previsto dall'art. 666, comma 3, cod. proc. pen.; tale omissione integra una nullità generale/assoluta rilevabile d'ufficio (ricorso accolto, con assorbimento del secondo motivo). L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo esame.
Norme richiamate
art. 168 cod. pen., comma 1, n. 1
Norma che consente la revoca della sospensione condizionale della pena in caso di commissione di un ulteriore delitto o contravvenzione della stessa indole; la Corte ha rilevato che la revoca era stata chiesta in base a questa norma ma non ha deciso sul merito a causa della nullità procedurale.
art. 666 cod. proc. pen., comma 3
Il giudice dell'esecuzione fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso alle parti ed ai difensori almeno 10 giorni prima
Il termine di 10 giorni per l'avviso è obbligatorio; la mancata comunicazione tempestiva integra un vizio che può determinare la nullità del provvedimento adottato in udienza camerale.
art. 177 cod. proc. pen.
Richiamata come norma sulle nullità processuali; la violazione delle norme ivi richiamate può comportare nullità a pena di nullità.
art. 178 cod. proc. pen.
La giurisprudenza applica questa disposizione per qualificare come nullità generale l'omessa comunicazione dell'avviso di udienza, in quanto riguarda l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato.
art. 179 cod. proc. pen., comma 1
La nullità relativa all'omesso avviso è stata ritenuta rilevabile come nullità assoluta e d'ufficio, secondo l'orientamento della giurisprudenza citata.
Giurisprudenza della Cassazione (es.: Sez. 3, sent. n. 404/2020; Sez. 1, sent. n. 45575/2015; Sez. 1, sent. n. 43095/2011; Sez. U, sent. n. 42792/2001)
Orientamenti che hanno affermato che l'omesso avviso dell'udienza camerale al condannato o al suo difensore integra una nullità generale e assoluta, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo.
Massime di principio
- Nelle procedure di esecuzione, la fissazione dell'udienza in camera di consiglio deve essere notificata alle parti e ai difensori almeno 10 giorni prima: il mancato rispetto di questo termine comporta rischio di nullità dell'atto impugnato.
- L'omessa comunicazione dell'avviso di udienza al condannato o al suo difensore è qualificata dalla giurisprudenza come nullità di ordine generale e, in concreto, come nullità assoluta rilevabile d'ufficio.
- Se sussiste una nullità procedurale di tale rilievo, il giudice di legittimità può annullare l'atto impugnato con rinvio per nuovo esame senza entrare nel merito della revoca della sospensione sostanziale.
- Errori formali nell'indicazione degli atti o delle sentenze a fondamento della revoca possono essere oggetto di censura, ma possono risultare assorbiti se emerge una nullità procedurale più grave (come la mancata notifica nei termini).
- È importante conservare e documentare l'esito delle notifiche (ricevute, relata, date effettive) perché l'assenza di prova della tempestiva comunicazione può determinare l'annullamento del provvedimento.
- In casi simili, le parti e i difensori dovrebbero tempestivamente eccepire la nullità per mancata comunicazione dell'udienza; il giudice di Cassazione può valutare d'ufficio tale nullità se ricorrono i presupposti.
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