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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20992/2026 del 08/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli del 13 marzo 2025, ha proposto ricorso per cassazione tramite il difensore. Con il primo motivo ha denunciato l'erronea applicazione dell'art. 337 c.p. e il vizio di motivazione in relazione all'elemento oggettivo del reato; con il secondo motivo ha dedotto manifesta illogicità della motivazione circa l'insussistenza del delitto di lesioni personali; con il terzo motivo ha lamentato l'improcedibilità dei delitti accertati per difetto di querela, assumendo che, dopo la derubricazione, i fatti potessero eventualmente rientrare anche nel reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte di cassazione ha ritenuto che i primi due motivi fossero inammissibili perché, sotto la veste di censure di legittimità, miravano in realtà a ottenere una diversa valutazione delle risultanze istruttorie; ha inoltre dichiarato inammissibile per aspecificità il terzo motivo, rilevando che la Corte di appello aveva correttamente affermato la procedibilità d'ufficio del delitto di cui all'art. 337 c.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto che i motivi proposti non fossero idonei a scardinare la motivazione della sentenza impugnata, poiché tendevano a una rivalutazione del merito e, quanto al difetto di querela, erano privi di specificità a fronte della corretta qualificazione giuridica dei fatti operata dalla Corte di appello e della procedibilità d'ufficio del reato ex art. 337 c.p.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Il delitto è stato ritenuto correttamente qualificato dalla Corte di appello e procedibile d'ufficio; la relativa qualificazione è stata considerata conforme a diritto e congruamente motivata.

  • art. 337 cod. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come oggetto di erronea applicazione; la Cassazione ha ritenuto la censura inammissibile e ha confermato la corretta qualificazione del fatto.

  • art. 606 c.p.p.

    Non è richiamato espressamente nel testo, ma i vizi dedotti attengono ai limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione e sull'applicazione della legge penale; la Corte ha escluso la possibilità di una diversa valutazione del compendio istruttorio in cassazione.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una richiesta di nuova valutazione delle prove o delle risultanze istruttorie; le censure formalmente qualificate come vizi di motivazione sono inammissibili quando mirano in sostanza a un riesame del merito.
  • Il motivo di ricorso è inammissibile per aspecificità quando non si confronta in modo puntuale con la ratio decidendi della sentenza impugnata, limitandosi ad affermazioni generiche o meramente assertive.
  • Se la Corte di appello ha motivato in modo congruo e conforme a diritto la qualificazione giuridica dei fatti e la procedibilità d'ufficio del reato, la censura che presuppone il difetto di querela è infondata e non può essere accolta in cassazione.
  • La procedibilità d'ufficio del delitto contestato esclude che la mancanza di querela possa determinare l'improcedibilità del giudizio, quando la qualificazione giuridica dei fatti sia stata correttamente mantenuta nei termini indicati dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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