Sentenza n. 3312/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, sede di Latina, n. 227/2023, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro la concessione edilizia in sanatoria n. 1/2020, relativa a tre domande di condono edilizio
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)
Prevale il privato
La controversia
La società appellante ha contestato la sentenza di primo grado deducendo violazione di legge ed eccesso di potere, sostenendo che il TAR avesse erroneamente escluso la propria legittimazione e il proprio interesse a ricorrere sulla base della sola vicinitas. Secondo l'appellante, la vicinitas, unitamente alla proprietà confinante e al concreto pregiudizio derivante dall'intervento, era idonea a radicare sia la legittimazione sia l'interesse, anche in ragione della compromissione dell'aria, della luce, della visuale, dei valori urbanistici ed edilizi, dell'ambiente e dell'ordinato sviluppo del territorio. La società ha sostenuto che i tre condoni avrebbero illegittimamente sanato una volumetria complessiva di 1.082,56 mc., a fronte dei 570,26 mc. consentiti dall'art. 39 della legge n. 724/1994, con aggravamento del carico urbanistico e pregiudizio all'assetto territoriale. Ha inoltre riproposto i motivi di primo grado, relativi alla violazione dei limiti volumetrici previsti dall'art. 39 della legge n. 724/1994, alla necessità di considerare unitariamente i tre interventi edilizi e alla mancata ultimazione delle opere nei termini rilevanti ai sensi dell'art. 31 della legge n. 47/1985. Nel corso del giudizio d'appello sono stati acquisiti elementi sullo stato dei luoghi e sulle possibili lesioni derivanti dalle difformità sismiche, statiche, idrogeologiche, dalle distanze, dal carico urbanistico e dagli aspetti paesaggistici.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato il motivo d'appello relativo alla legittimazione e all'interesse a ricorrere, riformando la sentenza di primo grado sul punto. Ha chiarito che l'Adunanza Plenaria n. 22/2021 non esclude la rilevanza della vicinitas, ma richiede un concreto pregiudizio collegato all'intervento edilizio. Tale pregiudizio può consistere, oltre che nella diminuzione di aria, luce, visuale o panorama, nella compromissione dei valori urbanistici, nella degradazione ambientale derivante dall'aumento del carico urbanistico e nel vulnus all'assetto edilizio, urbanistico e all'ordinato sviluppo del territorio. Alla luce della complessiva vicenda fattuale e dello stato dei luoghi, il Collegio ha ritenuto adeguatamente provato l'interesse della società a contestare i titoli in sanatoria. Non ha tuttavia rimesso la controversia al TAR, ritenendo non sussistenti i presupposti enucleati dall'Adunanza Plenaria n. 16/2024. Quanto ai motivi di merito riproposti in appello, il Collegio non li ha ancora decisi, ritenendo necessaria ulteriore istruttoria sui presupposti dei tre condoni e, in particolare, sul rispetto dei limiti legali di volumetria condonabile. Ha ordinato al Comune di Ponza di depositare entro 60 giorni una relazione specifica e ha fissato l'udienza pubblica per il prosieguo della trattazione. Le spese sono state riservate.
Norme richiamate
La disposizione è rilevante per la verifica dei limiti di volumetria condonabile, inclusi il limite percentuale rispetto alla volumetria originaria e il limite assoluto richiamato nel giudizio; il Consiglio di Stato ha disposto ulteriore istruttoria proprio su tale profilo.
La disposizione è stata richiamata con riguardo alla contestazione dell'ultimazione delle opere entro il termine rilevante per il condono; il relativo motivo non è stato ancora deciso.
La norma è richiamata nel quadro della tutela del vicino rispetto alle violazioni delle norme edilizie e delle possibili lesioni dei valori urbanistici ed edilizi.
È richiamato nell'intestazione della decisione; la sentenza, tuttavia, è stata resa come pronuncia non definitiva con ulteriore istruttoria.
Il Consiglio di Stato ha escluso la rimessione al primo giudice, ritenendo insussistenti i presupposti elaborati dall'Adunanza Plenaria n. 16/2024.
Massime di principio
- La vicinitas del proprietario confinante con un intervento edilizio non dimostra da sola l'interesse a ricorrere, ma costituisce il presupposto per individuare una posizione qualificata e differenziata; l'interesse sussiste quando il ricorrente provi un pregiudizio concreto derivante dall'intervento.
- Il pregiudizio concreto del vicino può consistere nella diminuzione di aria, luce, visuale o panorama, nonché nella compromissione dei valori urbanistici ed edilizi, nella degradazione dell'ambiente connessa all'aumento del carico urbanistico o nel vulnus all'ordinato sviluppo del territorio.
- Quando il giudice d'appello accerta la sussistenza della legittimazione e dell'interesse a ricorrere erroneamente negati dal primo giudice, ma non dispone di elementi sufficienti per decidere i motivi di merito, può riformare la sentenza limitatamente all'ammissibilità e disporre ulteriore istruttoria, definendo la causa con sentenza non definitiva.
- La verifica della legittimità di più titoli di condono edilizio richiede l'accertamento dei presupposti e dei limiti volumetrici applicabili alle opere, anche alla luce della contestazione circa l'unitarietà dell'intervento e l'eventuale frazionamento delle domande.
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