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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34906/2026 del 30/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso straordinario ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. contro la sentenza del 30 ottobre 2025 della Seconda sezione penale della Corte di cassazione, che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso in relazione alla ricettazione aggravata ex art. 416-bis.1 c.p. Ha dedotto un errore di fatto per omessa considerazione della nota della Guardia di finanza del 17 gennaio 2023, attestante una capacità di risparmio di euro 16.135,33 riferibile al solo figlio convivente e derivante da una vincita al lotto, elemento che, secondo il ricorrente, avrebbe potuto incidere sulla valutazione della sperequazione finanziaria e sulla legittimità della confisca allargata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile de plano il ricorso straordinario, ritenendo manifestamente infondati i motivi. La precedente sentenza aveva già esaminato la censura relativa all'elaborato della Guardia di finanza e aveva rilevato che i giudici di merito avevano deciso sulla confisca dopo aver valutato la documentazione difensiva, la posizione di altri componenti del nucleo familiare formalmente fuoriusciti e anche la vincita registrata nel 2017. Non vi era quindi un errore percettivo, ma una valutazione degli elementi e delle motivazioni di merito, non sindacabile con il ricorso straordinario per errore di fatto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il ricorso straordinario per errore di fatto è inammissibile quando l'errore in cui si assume essere incorsa la Corte di cassazione abbia natura valutativa e si innesti su un sostrato fattuale correttamente percepito.

    Il rimedio straordinario è circoscritto agli errori percettivi e non consente di sottoporre nuovamente alla Corte una valutazione dei fatti o delle prove già correttamente percepiti.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    ha dichiarato inammissibile il ricorso di Mannolo in relazione al reato di ricettazione aggravata ex art. 416-bis.1. cod.pen.

    La norma è indicata quale aggravante contestata in relazione al reato di ricettazione; la decisione qui esaminata non ne sviluppa una distinta interpretazione.

  • art. 616 c.p.p.

    Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con procedura de plano , con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nel caso concreto, al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto non è utilizzabile per contestare una valutazione probatoria, anche quando la parte la qualifichi come travisamento, se la Corte di cassazione ha correttamente percepito il dato fattuale e lo ha consapevolmente valutato.
  • L'omessa considerazione dedotta come errore percettivo non ricorre quando dalla motivazione della sentenza impugnata risulta che il dato probatorio era stato esaminato, anche se gli è stata attribuita una rilevanza diversa da quella auspicata dal ricorrente.
  • L'erronea valutazione degli elementi di prova deve essere fatta valere attraverso le impugnazioni ordinarie e nei relativi limiti, non mediante il ricorso straordinario per errore di fatto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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