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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7029/2025 del 20/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al punto relativo all'omessa pronuncia della confisca obbligatoria. Ha disposto il rinvio al Tribunale di Fermo, in diversa persona fisica, perché individui la somma oggetto della confisca obbligatoria. Le altre statuizioni di condanna sono rimaste ferme.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Fermo del 13/06/2023 sostenendo la violazione di legge per l'omessa pronuncia della confisca obbligatoria in relazione alla condanna per il reato previsto dall'art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000. Il fatto contestato è stato commesso il 30/09/2015; secondo la normativa vigente all'epoca (art. 1, comma 143, legge n. 244/2007, richiamando l'art. 322-ter c.p., e successivamente l'art. 10 d.lgs. n. 158/2015 con l'introduzione dell'art. 12-bis nel d.lgs. n. 74/2000) la confisca obbligatoria era prevista per tale reato, perciò l'omessa statuizione è illegittima.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000

    Reato tributario contestato; la condanna per tale articolo, alla data del fatto, comportava l'applicazione della confisca obbligatoria ai sensi delle norme poi richiamate dalla Corte.

  • art. 1, comma 143, legge n. 244 del 2007

    Mediante il richiamo all'art. 322-ter c.p. disponeva, all'epoca del fatto, l'applicazione della confisca obbligatoria per il reato in esame; la Corte ha ritenuto rilevante questa previsione per affermare l'obbligo di confisca.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma richiamata dalla legge n. 244/2007 per introdurre misure di confisca obbligatoria in relazione a taluni reati; la sua richiamata efficacia è stata utilizzata per sostenere l'obbligo di confisca per il fatto commesso nel 2015.

  • art. 10 d.lgs. n. 158 del 2015 (art. 12-bis introdotto nel d.lgs. n. 74/2000)

    Ha generalizzato la confisca obbligatoria per tutti i delitti tributari previsti dal d.lgs. n. 74/2000; la Corte osserva che tale criterio normativa conferma l'obbligo già applicabile ratione temporis al fatto del 2015.

Massime di principio

  • La normativa applicabile è quella vigente al momento del fatto: se a quella data la legge prevedeva la confisca obbligatoria per il reato contestato, il giudice che condanna deve disporla d'ufficio.
  • L'omessa statuizione sulla confisca obbligatoria costituisce vizio di legge rilevabile in sede di legittimità e può comportare l'annullamento parziale della sentenza limitatamente a quella statuizione.
  • Quando la Cassazione annulla per omessa confisca, di norma rinvia al giudice di merito (spesso in diversa composizione) perché determini la somma o i beni oggetto della confisca e pronunci di nuovo su quel punto, senza riformare integralmente la condanna penale.
  • Per i reati tributari occorre verificare la normativa in vigore alla data del fatto (compresi richiami e successive armonizzazioni) per capire se sussiste l'obbligo di confisca; eventuali modifiche successive non valgono in senso peggiorativo se più sfavorevoli all'imputato, ma l'obbligo già esistente deve essere applicato.
  • La difesa e l'accusa devono porre attenzione alla pronuncia obbligatoria della confisca in sede di primo grado per evitare rinvii e per assicurare la completa esecuzione delle conseguenze patrimoniali della condanna.

Testo integrale

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