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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41826/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo carente e contraddittoria la motivazione del Tribunale rispetto all'accertamento della continuazione. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Isernia in diversa composizione per un nuovo esame pieno e motivato dell'istanza, con indicazione di valutare anche l'eventuale preclusione derivante da precedente rigetto se non emergono elementi nuovi.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Sala ha chiesto il riconoscimento della continuazione ex art. 671 cod. proc. pen. tra varie sentenze per reati di truffa (art. 640 cod. pen.) posti in essere mediante pubblicazione su siti web di false offerte di lavoro e richieste di denaro. Ha dedotto omogeneita' delle condotte, identico modus operandi, continuita' temporale interrotta solo dalla detenzione e uso ricorrente della stessa tecnica telematica. Il Tribunale di Isernia ha rigettato l'istanza ritenendo che la mera omogeneita' delle condotte non fosse decisiva e che non fossero stati provati in modo rigoroso gli ulteriori elementi necessari a dimostrare l'unicita' del disegno criminoso; inoltre il Tribunale aveva gia' respinto analoga precedente richiesta.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma invocata per il riconoscimento della continuazione; la Corte richiede un accertamento concreto e motivato dell'unita' del disegno criminoso, non limitandosi a indici sommari.

  • art. 640 cod. pen.

    Fattispecie materiale (truffa) alla base delle condotte; usata dal ricorrente per sostenere l'omogeneita' degli illeciti.

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla valutazione della pluralita' di reati e della loro imputazione ai fini della continuazione; la Corte ha posto l'accento sulla necessita' di provare l'unita' del progetto criminoso, non solo la similarita' delle condotte.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al diritto a una decisione adeguatamente motivata; la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice dell'esecuzione insufficiente.

  • Sezioni Unite, Gargiulo, n. 28659/2017

    Principi richiamati dal giudice dell'esecuzione sulla continuazione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che il richiamo generico a tale pronuncia non sia stato sufficientemente applicato e spiegato nel caso concreto.

  • Sez. 2, Carretta, n. 287/2021 (dep. 2022)

    Precedente che afferma che l'uso di internet non e' di per se' indice sufficiente di unita' predeterminazione criminosa; la Corte ha pero' osservato che, posto che tale principio vale, il giudice deve comunque spiegare perche' ha escluso la continuazione nonostante elementi analoghi e il possibile uso di unico instrumentum criminis.

  • Sez. 1, Bellin, n. 29983/2013

    Principio secondo cui un provvedimento esecutivo divenuto irrevocabile preclude la riproposizione della stessa richiesta salvo nuovi elementi di fatto o di diritto; la Corte ha invitato il giudice a valutare l'eventuale preclusione derivante dal precedente rigetto.

  • Corte costituzionale n. 183/2013

    Richiamata in relazione all'obbligo di rinvio a diverso giudice per il nuovo esame quando l'atto impugnato e' annullato.

Massime di principio

  • La mera omogeneita' delle condotte e l'identita' della qualifica penale non sono di per se' sufficienti a riconoscere la continuazione: serve un accertamento concreto e motivato dell'unita' del disegno criminoso.
  • L'utilizzo di internet come mezzo commissionale non prova automaticamente un progetto criminoso unitario; la rete e' neutra e puo' indicare soltanto uno sfruttamento reiterato dello stesso mezzo tecnologico.
  • Il giudice deve motivare esplicitamente perche' esclude la continuazione quando siano presenti indizi rilevanti quali modus operandi identico, impiego dello stesso instrumentum criminis o temporalita' ravvicinata delle condotte.
  • Una istanza esecutiva gia' rigettata puo' essere preclusa se si ripropone con gli stessi elementi: il ricorso e' ammissibile solo se emergono nuovi fatti o profili giuridici diversi.
  • In caso di motivazione carente o contraddittoria la Cassazione puo' annullare e rinviare il procedimento a diverso giudice per un nuovo esame pieno e conforme ai principi indicati.

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