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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3147/2024 del 26/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di conferma della condanna per rapina aggravata: si contestava la celebrazione del processo "in assenza" per notifica effettuata presso il domicilio eletto presso i difensori che avevano poi rinunciato al mandato; inoltre Ibrahimovic contestava la fondatezza del riconoscimento (album fotografico e video) e il suo concreto contributo alla rapina; Cizmic contestava l'attendibilità della persona offesa e proponeva una tesi alternativa (cessione dell'orologio per estinguere un debito di gioco).

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio e la successiva rinuncia, accompagnata dalla impossibilità di contatto con gli imputati che si sono resi irreperibili e si sono sottratti alla conoscenza del processo, costituiscono indice di conoscenza effettiva e non legittimano la nullità della sentenza per processo celebrato in assenza. I motivi relativi a riconoscimento, contributo alla rapina e attendibilità della persona offesa sono stati dichiarati inammissibili o infondati nella parte in cui chiedevano una rivalutazione della capacità probatoria: la Cassazione non può rivedere la valutazione di merito sulla capacità dimostrativa delle prove ma solo la coerenza e la logicità della motivazione; la corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito logica e sufficiente (riconoscimento tramite video, riscontri degli accertamenti degli operanti e testimonianza di Militello; tesi alternativa ritenuta inverosimile perché non spiegherebbe l'occultamento immediato dell'orologio). Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato alle spese ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Disciplina le condizioni per la celebrazione del processo in assenza; la sua mancata applicazione può portare alla nullità della sentenza, salvo che ricorrano indici di effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato (es. nomina difensore fiduciario con elezione di domicilio) e manchi prova di incolpevole mancata conoscenza.

  • art. 420-quater cod. proc. pen.

    Prevede la sospensione del processo in alcune ipotesi connesse alla celebrazione in assenza; la sospensione non è stata ordinata nel caso, con ricadute sulla rilevanza della nullità.

  • art. 604, comma 5-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce che la celebrazione del processo senza le condizioni previste può comportare la nullità della sentenza equiparabile a nullità assoluta, con conseguente obbligo di restituzione degli atti al primo grado; la Corte valuta la sussistenza di circostanze che escludono l'incolpevole mancata conoscenza.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma sul reato di rapina; utilizzata per inquadrare il fatto-reato contestato e le modalità (minaccia con arma, sottrazione di orologio e denaro).

  • art. 192, comma terzo, cod. proc. pen.

    Regole sul valore probatorio delle testimonianze: la Corte ricorda che le regole del comma terzo non si applicano alle dichiarazioni della vittima, le quali possono da sole fondare la condanna se il giudice di merito motiva adeguatamente sulla credibilità e attendibilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese per la parte privata che propone un ricorso rigettato; applicata nel provvedimento che rigetta il ricorso.

  • art. 23, comma 8, dl. n. 137 del 2020

    Norma richiamata per la celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto; richiamata nella fase di celebrazione del procedimento davanti alla Cassazione.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio presso il suo studio costituisce un importante indice di conoscenza del processo da parte dell'imputato; quella sola situazione può legittimare la celebrazione in assenza salvo che l'imputato alleghi e dimostri circostanze concrete che provino l'incolpevole mancata conoscenza e non una volontaria sottrazione.
  • La mera rinuncia del difensore al mandato non è di per sé sufficiente a provare la nullità per celebrazione in assenza: deve essere dimostrato che la mancata conoscenza non dipende da colpevole disinteresse dell'imputato (es. irreperibilità volontaria).
  • La Suprema Corte in sede di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nel riconsiderare la capacità dimostrativa delle prove o la valutazione discrezionale dell'attendibilità: il controllo è limitato alla coerenza logico-argomentativa e alla corretta applicazione delle norme.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono essere, se adeguatamente motivate dal giudice, autosufficienti per la condanna, purché la valutazione della credibilità soggettiva e dell'attendibilità intrinseca sia rigorosa e ben motivata; l'eventuale costituzione di parte civile non esclude il valore probatorio delle sue dichiarazioni.
  • Le tesi alternative proposte dalla difesa devono essere prese in considerazione dal giudice di merito e possono essere rifiutate se il giudice fornisce motivazioni logiche che ne dimostrino l'inverosimiglianza rispetto agli elementi di fatto (es. comportamento degli imputati al momento del controllo degli operanti).
  • Per contestare la legittimità di notifiche e domiciliazioni è necessario allegare elementi che dimostrino l'effettiva incolpevolezza dell'imputato rispetto alla mancata ricezione delle comunicazioni processuali; l'onere probatorio grava su chi invoca la nullità.

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