Cassazione Penale, Sentenza n. 22111/2022 del 07/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Appello di Campobasso che aveva riformato l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Campobasso, condannandoli rispettivamente per lesioni e minaccia aggravata. I motivi denunciavano in particolare la violazione dell'art. 603 c.p.p. e vizi di motivazione per la mancata rinnovazione dell'istruzione dibattimentale rispetto a prove dichiarative ritenute decisive, nonché vizi di motivazione ed erronea applicazione degli artt. 163, 164, 175 e 133 c.p. in relazione al diniego di benefici
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse operato una diversa valutazione dell'attendibilità della persona offesa (Vittorio Iacovelli) e, in conseguenza, abbia riformato l'assoluzione basandosi su dichiarazioni ritenute decisive senza disporre la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale ai sensi della giurisprudenza consolidata (Sez. U., Dasgupta) e dell'art. 603, comma 3-bis, c.p.p. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Salerno
Norme richiamate
impone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale quando l'appello contesti la valutazione della prova dichiarativa che ha determinato l'assoluzione, per consentire il nuovo esame dei dichiaranti
art. 6 CEDU, par. 3, lett. d)
garantisce il diritto dell'imputato ad avere la possibilità di esaminare i testimoni; il principio è richiamato dalla giurisprudenza come limite alla riforma di assoluzioni basata su diversa valutazione di prove dichiarative
art. 1, comma 58 (introduzione del comma 3-bis nell'art. 603 c.p.p.)
ha recepito il principio giurisprudenziale imponendo la rinnovazione dell'istruzione quando l'appello riguarda la valutazione della prova dichiarativa
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137
ha consentito la requisitoria scritta nel procedimento di cassazione nelle specifiche condizioni eccezionali indicate dalla normativa
artt. 163, 164, 175 e 133 cod. pen.
norme richiamate dai ricorrenti in relazione al diniego di benefici; la Corte di Cassazione, per il vizio procedurale rilevato, non ha risolto il merito delle contestazioni relative ai benefici
Sez. U., n. 27620 del 28/04/2016 (Dasgupta)
principio giurisprudenziale secondo cui il giudice di appello che riformi un'assoluzione basandosi su diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive deve rinnovare l'istruzione dibattimentale; in mancanza la sentenza di appello è affetta da vizio di motivazione annullabile
Massime di principio
- Se l'appello riforma un'assoluzione basandosi su una diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive, il giudice d'appello deve disporre la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale e far deporre i testi; in mancanza la sentenza è annullabile dalla Cassazione
- Sono 'prove dichiarative decisive' quelle che hanno determinato o contribuito all'assoluzione in primo grado o che, rimosse, potrebbero incidere sull'esito del giudizio; anche dichiarazioni ritenute in primo grado di scarso valore possono diventare decisive se rivalutate in appello
- La Corte di Cassazione annulla con rinvio quando il vizio riguarda la valutazione delle prove dichiarative senza il necessario contraddittorio e rinnovazione probatoria
- In impugnazioni di questo tipo è strategico indicare con precisione quali dichiarazioni si ritengono decisive e chiedere espressamente la rinnovazione dell'esame; altrimenti si rischia la riforma illegittima o, in caso contrario, l'annullamento con rinvio
- Se ricorrono vizi procedurali rilevanti (es. mancata rinnovazione ai sensi dell'art. 603 c.p.p.) la Corte può non entrare nel merito delle contestazioni sulla corretta applicazione di norme sostanziali (es. benefici di pena) fino a che il profilo procedurale non sia risolto dal nuovo giudizio
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