Cassazione Penale, Sentenza n. 46934/2022 del 12/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello in relazione alla determinazione della pena: 1) la pena complessiva e gli aumenti operati a titolo di continuazione sono stati quantificati in misura ritenuta eccessiva e sproporzionata; 2) omessa indicazione dei criteri utilizzati per la riduzione delle circostanze attenuanti generiche (la pena è stata ridotta da anni otto di reclusione a anni sei e mesi otto), senza adeguata motivazione e senza specificare i criteri che hanno giustificato la diminuzione.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto la motivazione della Corte di appello carente: la riduzione delle attenuanti generiche è stata operata in appello senza giustificazione idonea e in misura inferiore al terzo della pena base del reato più grave; gli aumenti a titolo di continuazione non sono stati esplicitamente motivati per ciascun reato satellite, in violazione dei principi consolidati dalla giurisprudenza di legittimità. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e rinviata ad altra Sezione della Corte di appello di Roma per un nuovo giudizio, con l'invito a colmare le carenze motivazionali e a rispettare i criteri stabiliti dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73
I reati indicati (commi 1 e 4) costituiscono la base per la determinazione della pena; la Corte ha valutato la pena base per il capo più grave e richiamato la necessità di motivare gli aumenti per i reati correlati.
Riguarda le circostanze attenuanti generiche: la decisione ha affermato che la riduzione delle attenuanti in appello richiede motivazione concreta e non può tradursi in una modifica arbitraria rispetto a quanto concesso in primo grado.
Principio del cumulo delle pene e del rispetto dei limiti tra le pene combinate: la motivazione deve consentire di verificare che il rapporto di proporzione fra le pene sia rispettato e che non si configuri un cumulo materiale surrettizio.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 47127/2021, "Pizzone")
Principio secondo cui, nel reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite; la sentenza impugnata non ha fornito questa motivazione distinta.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 7930/95)
Richiama il livello di impegno motivazionale correlato all'entità degli aumenti e la necessità di assicurare il rapporto di proporzione fra le pene; citata come riferimento per evitare cumuli surrettizi.
Massime di principio
- La riduzione delle attenuanti generiche in sede di appello richiede una motivazione specifica e non può essere disposta in modo arbitrario; se la riduzione è significativa occorre indicare i criteri adottati.
- Nel reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento per ciascun reato satellite; la motivazione deve permettere di verificare il rispetto dell'art. 81 c.p.
- Gli aumenti per continuazione devono essere proporzionati e giustificati in relazione alla gravità dei singoli reati; la mancanza di motivazione su tali aumenti è motivo di annullamento con rinvio.
- La Corte di cassazione verifica la completezza e la specificità della motivazione: lacune rilevanti nella determinazione della pena comportano annullamento e rinvio ad altra sezione per nuovo giudizio.
- Quando la Corte d'appello modifica elementi sanzionatori (es. esclusione della recidiva, variazione delle attenuanti, applicazione della continuazione) deve esplicitare i criteri e i calcoli adottati per la quantificazione della pena complessiva.
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