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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14447/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per erronea applicazione dell'art. 341-bis c.p.: la condanna per oltraggio sarebbe stata basata su una presunzione che il luogo (entrata del Policlinico, ore 11) fosse notoriamente affollato senza prova concreta dell'effettiva presenza di terzi che avessero udito le espressioni offensive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo infondato sul piano probatorio (i giudici di merito hanno legittimamente fatto ricorso a una massima di esperienza circa l'affollamento del luogo e l'ora). Tuttavia ha dichiarato estinto per prescrizione il reato di cui all'art. 341-bis c.p. (fatto commesso il 6/5/2015, decorso il termine massimo previsto), annullando senza rinvio la sentenza limitatamente a quel reato e eliminando la pena di un mese di reclusione. Rimane definitiva la condanna per resistenza a pubblico ufficiale (quattro mesi di reclusione), per la quale non era stata proposta impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 341-bis cod. pen.

    Per la configurabilità dell'oltraggio è sufficiente che le espressioni offensive possano essere udite dai presenti (potenzialità di ascolto), così da interferire con lo svolgimento dell'atto. Tale accertamento può fondarsi su massime di esperienza, salvo che la difesa non fornisca elementi concreti contrari.

  • art. 157 cod. pen.

    Utilizzata per il calcolo del termine di prescrizione applicabile al reato contestato.

  • art. 161 cod. pen.

    Concorre al computo dei termini di prescrizione; la Corte ha ritenuto maturato il termine massimo (anni 7 e mesi 6) per il reato contestato.

  • art. 159 cod. pen.

    La Corte ha rilevato l'assenza, negli atti, di cause di sospensione che avrebbero impedito il decorso della prescrizione.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Impone l'obbligo di declaratoria immediata di estinzione del reato per prescrizione; la Corte ha annullato senza rinvio la condanna per il reato estinto e ha eliminato la pena relativa.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020, conv. L. n. 176/2020

    Il giudizio di cassazione si è svolto con trattazione scritta ai sensi della disposizione, come richiamato nella decisione.

Massime di principio

  • Per il reato di oltraggio (art. 341-bis) è sufficiente la potenzialità che le espressioni offensive siano udite da più persone: il giudice può desumere tale circostanza da elementi di luogo e tempo (es. ingresso di un ospedale alle ore 11) mediante massime di esperienza.
  • Le massime di esperienza adottate dai giudici sono legittime ma sono presunzioni generali e sono efficaci salvo che la difesa fornisca elementi concreti e specifici che le confutino (es. prova dell'assenza di persone per eventi straordinari).
  • La prescrizione è rilevabile anche in sede di cassazione: se il termine è effettivamente decorso il reato deve essere dichiarato estinto e la pena eliminata per quel capo, senza che ci sia bisogno di un rinvio.
  • La mancata impugnazione di una determinata condanna (o di un capo) rende quella parte della sentenza definitiva: eventuali annullamenti riguarderanno solo le parti impugnate e le conseguenze accessorie.
  • Le questioni processuali (es. comunicazione delle conclusioni del Procuratore generale) devono essere tempestivamente e concretamente documentate per ottenere provvedimenti procedurali (es. rinvio); l'assenza di riscontro porta al rigetto dell'eccezione.

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