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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10015/2021 del 15/04/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'Agenzia del Demanio ha dedotto che, dopo l'annullamento giurisdizionale del provvedimento di revoca della concessione demaniale, l'esistenza del rapporto concessorio non poteva più essere rimessa in discussione anche con riferimento al periodo intercorso tra la revoca e il suo annullamento. Pertanto, la questione davanti al TAR si sarebbe ridotta all'accertamento patrimoniale del debito (il calcolo e l'esistenza dell'obbligo di pagamento dei canoni maturati durante il processo), ossia a un accertamento di diritto soggettivo di natura patrimoniale spettante al giudice ordinario. Il Consiglio di Stato aveva invece ritenuto coinvolta la giurisdizione amministrativa in quanto, a suo avviso, la cooperativa prospettava che la concessione non poteva ritenersi esistente prima dell'annullamento della revoca, implicando così una valutazione sulla sussistenza del rapporto concessorio nel periodo litigioso. La Cassazione è stata chiamata a decidere quale fosse il corretto giudice competente.

La decisione

La Corte accoglie il ricorso principale dell'Agenzia del Demanio e il ricorso incidentale del Comune. Ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario (cioè la competenza del giudice civile) per la controversia relativa all'accertamento dell'obbligo e dell'ammontare del pagamento dei canoni maturati durante il periodo intercorrente tra la revoca e l'annullamento. Ha quindi rimesso la causa al TAR Veneto per la definizione del merito (ossia per l'accertamento patrimoniale), e ha disposto che le spese seguono la soccombenza, liquidandole come indicato nel dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 105 d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104

    art. 105 d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104

    Citato in relazione alla rimessione della controversia in primo grado per il merito dopo che il Consiglio di Stato aveva affermato la propria giurisdizione; utilizzato per motivare il percorso processuale seguito dal giudice amministrativo

  • art. 353 c.p.c.

    Riferimento alle fattispecie in cui la sentenza di appello può essere impugnata in cassazione anche quando il giudice d'appello riformi o annulli la sentenza di primo grado rimettendo la causa al giudice a quo; utilizzato per giustificare l'immediata proponibilità del ricorso per cassazione

  • art. 354 c.p.c.

    Analogamente all'art. 353, citato nel contesto della impugnabilità delle sentenze di merito che concludono il giudizio di appello

  • Massime giurisprudenziali (Cass.)

    Cass. sez. un. n. 25774 del 2015; Cass. sez. II n. 133 del 2017; Cass. sez. un. n. 28053 del 2018; Cass. sez. un. n. 7983 del 2006

    Richiamate per affermare i principi secondo cui: la sentenza di appello che riforma e rimette la causa può essere immediatamente impugnata; e per il principio consolidato che l'accertamento di diritti soggettivi di natura patrimoniale (come l'obbligo di pagamento dei canoni) rientra nella giurisdizione del giudice ordinario

Massime di principio

  • Se il giudicato o una precedente sentenza amministrativa ha già deciso sulla legittimità dell'atto amministrativo (es. annullamento della revoca), la successiva controversia relativa agli arretrati o al calcolo dei canoni è, di norma, un'accertamento di natura patrimoniale spettante al giudice ordinario.
  • Quando il petitum mira esclusivamente all'accertamento di un obbligo di pagamento o di un diritto soggettivo patrimoniale (calcolo dei canoni, riduzioni, esenzioni per mancato godimento), senza chiedere la rinnovazione o la disapplicazione di atti amministrativi o il compimento di atti autoritativi, la giurisdizione è del giudice civile.
  • Se invece la controversia richiede una pronuncia sulla legittimità dell'azione amministrativa, sull'esercizio di poteri pubblici o sulla sussistenza del rapporto amministrativo (concessione) in termini tali da rimettere in discussione l'atto, la competenza resta al giudice amministrativo.
  • In fase di impugnazione è cruciale la precisa formulazione del petitum: la qualificazione della domanda (azione di annullamento o domanda di accertamento patrimoniale) determina spesso la competenza giurisdizionale.
  • Le sentenze di appello che, nei casi previsti dagli artt. 353 e 354 c.p.c., riformino o annullino la decisione di primo grado rimettendo la causa al giudice a quo possono essere impugnate immediatamente con ricorso per cassazione, trattandosi di provvedimenti con carattere definitivo rispetto al giudice d'appello.

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