Cassazione Penale, Sentenza n. 23849/2022 del 21/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 27.10.2021 con la quale la Corte d'appello di Napoli, in incidente di esecuzione, aveva rigettato la richiesta di revoca della confisca di quattro immobili disposta ai sensi dell'art. 12-sexies L. 356/1992 in relazione alla condanna per reati di stupefacenti del padre, Carlo Attanasio. Il ricorrente deduceva che gli immobili erano di sua piena proprietà per atti notarili di compravendita (2004, 2006, 2008) e che li aveva acquistati con mezzi leciti (assegni, redditi da fabbricati e proventi dell'attività di fotoreporter), non riconducibili ai proventi illeciti del padre; lamentava inoltre omissione di analisi documentale da parte della Corte territoriale e violazione del principio di ragionevolezza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché aspecifico: il ricorrente non ha puntualmente confutato le argomentazioni della Corte d'appello né documentato in modo concreto e quantitativo la capacità reddituale e finanziaria al momento degli acquisti. È stata ribadita la presunzione relativa prevista dall'art. 12-sexies L. 356/1992 che colpisce anche i beni intestati ai familiari del condannato e che richiede, per essere vinta, la prova non solo dell'atto di acquisto ma della disponibilità economica legittima al tempo della compravendita. Per tali ragioni la confisca è stata confermata di fatto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; inoltre, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., è stato disposto il versamento di una somma, in favore della Cassa delle Ammende, equitativamente fissata.
Norme richiamate
art. 12-sexies, legge 7 agosto 1992, n. 356
Prevede una presunzione relativa di illecita accumulazione patrimoniale che può colpire anche i beni intestati ai familiari del condannato quando vi sia manifesta sproporzione tra valore dei beni e redditi leciti; per superarla il terzo deve dimostrare non solo l'esistenza dell'atto di acquisto, ma la concreta capacità reddituale e la disponibilità finanziaria al momento dell'acquisto.
artt. 73 e 74, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norme sui reati in materia di stupefacenti che hanno formato oggetto della condanna del padre e costituiscono il fondamento fattuale della misura ablativa disposta nei confronti dei suoi beni e, per presunzione, di quelli intestati ai familiari.
Regola l'onere delle spese del procedimento in cassazione; la Corte ha applicato tale norma condannando il ricorrente alle spese e disponendo il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende per profili di colpa nella determinazione della causa d'inammissibilità.
Ordinanza Corte Costituzionale n. 18/1996
Richiamata nella doglianza del ricorrente come principio di ragionevolezza che impone l'accertamento storico dei redditi e delle attività economiche al momento delle compravendite; la Corte di Cassazione ha però precisato che tale principio non esonera il terzo dall'onere di allegazione probatoria dettagliata e quantitativa per superare la presunzione.
Massime di principio
- La presunzione di illecita accumulazione ai sensi dell'art. 12-sexies L. 356/1992 può riguardare anche beni intestati a familiari del condannato; non basta provare la regolarità formale dell'atto di acquisto.
- Il soggetto terzo/intestatario deve dimostrare, con documentazione specifica e quantitativa (dichiarazioni dei redditi, estratti conto, ricevute, prove di finanziamenti, donazioni o successioni), la disponibilità finanziaria al momento dell'acquisto per superare la presunzione.
- Se il terzo è un familiare stretto del condannato l'onere probatorio è più gravoso: l'assenza di elementi concreti e numerici che attestino la capacità di spesa rende inefficace la contestazione della confisca.
- Le censure generiche o aspecifiche che non confutano logica e dati della decisione impugnata sono destinate all'inammissibilità in sede di legittimità; occorre muovere contestazioni precise e documentate sui punti decisivi.
- Per difendersi efficacemente, è consigliabile allegare prova diretta e tracciabile delle fonti di finanziamento (bonifici, assegni, contratti di lavoro, ricevute di vendita, attestazioni bancarie), nonché numeri e calcoli che dimostrino la compatibilità tra redditi e prezzo di acquisto.
- Nel caso di contestazione, valutare provvedimenti istruttori (perizie contabili, acquisizione di documenti bancari e fiscali, testimonianze) per ricostruire la situazione economica all'epoca degli acquisti.
- La strategia difensiva non può limitarsi a dichiarazioni generiche di percezione di redditi: servono valori, periodi certi e documentazione probatoria che elida la presunzione di atto simulato.
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