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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34391/2022 del 16/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Rossi impugna la sentenza di condanna per indebita compensazione di imposte (anni 2013-2014), bancarotta patrimoniale (fraudolenta) e bancarotta documentale, contestando: 1) l'affermazione del dolo circa le compensazioni IRES ritenute inesistenti (sostiene errore scusabile e affidamento sul professionista delegato e sul regime di reverse charge); 2) l'attribuzione della responsabilità per la mancata consegna della contabilità a fatti posteriori alla formale cessazione dalla carica, senza prova che abbia continuato ad esercitare funzioni gestorie (ossia manca prova del perdurante ruolo di amministratore di fatto dopo la cessione delle quote).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso limitatamente al primo motivo (ossia ha confermato che non sussiste errore scusabile riguardo le compensazioni e che l'imprenditore ha l'onere di vigilare sul professionista). Ha invece ritenuto fondato il secondo motivo: ha annullato la parte della sentenza relativa alla bancarotta documentale (capo c) n.1) e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo esame su quel capo. Ha dichiarato irrevocabili le statuizioni relative agli altri capi non impugnati o non rimesse in discussione e ha dichiarato inammissibile il resto del ricorso.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Richiamata in relazione alla mancata richiesta di discussione orale da parte delle parti; norma disciplinava modalità processuali emergenziali (procedura di discussione a mezzo scritti).

  • decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16

    Richiamato quale norma di proroga della disciplina processuale emergenziale richiamata dall'art. 23 del dl n.137/2020.

  • art. 216, comma secondo, legge fallimentare

    Citato come base per la rilevanza penale del deterioramento/occultamento delle scritture contabili: la mancata consegna della contabilità al curatore integra rilevanza penale se riconducibile a fattispecie previste dalla legge fallimentare.

  • art. 223, comma secondo, n. 2, legge fallimentare

    Richiamato dal ricorrente nella censura sull'accertamento del dolo: la norma è stata valutata dalla Corte rispetto ai criteri di imputazione della bancarotta; la Cassazione ha ritenuto inammissibile o non fondata la censura relativa all'elemento soggettivo per le compensazioni sistematiche.

  • art. 624, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato per dichiarare irrevocabili le statuizioni relative ai capi non oggetto del ricorso; norma procedurale che disciplina l'irripetibilità/irrevocabilità di determinate statuizioni dopo annullamento parziale.

Massime di principio

  • La sistematicità e la molteplicità di operazioni di indebita compensazione costituiscono forte indice di dolo: comportamenti ripetuti e coordinati che creano esposizione verso l'Erario giustificano il dolo eventuale e l'imputabilità per bancarotta patrimoniale.
  • L'imprenditore mantiene l'onere di una scelta diligente del professionista incaricato (culpa in eligendo) e del relativo controllo: l'affidamento a un consulente non esclude automaticamente la responsabilità penale se non viene fornita prova rigorosa che gli adempimenti sono stati correttamente eseguiti.
  • Il semplice avvicendamento formale nell'amministrazione non esonera l'ex amministratore dalla responsabilità per la contabilità relativa al periodo in cui ha esercitato la funzione; tuttavia, per fatti (come occultamento della contabilità) verificatisi dopo la cessazione formale, è necessaria prova che il precedente amministratore abbia continuato a gestire 'di fatto' la società o abbia concorso nell'occultamento per potergli attribuire la bancarotta documentale.
  • Il giudice di merito deve motivare con specificità cronologica e fattuale quando attribuisce responsabilità relative a periodi successivi alla cessazione formale dell'incarico: occorre chiarire se e come si sia protratta un'ingerenza fattuale nella gestione.
  • La Corte di cassazione può accogliere il ricorso solo parzialmente annullando e rinviando il capo specifico che presenta vizio di motivazione, lasciando ferme le statuizioni irrevocabili sugli altri capi non censurati o dichiarati inammissibili.

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