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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00885/2025 del 09/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di ricettazione. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che mancasse l'elemento soggettivo del dolo richiesto per la ricettazione; la Corte rileva però che tale censura non era stata previamente proposta in appello, con conseguente inammissibilità ai sensi dell'art. 606, comma 3, c.p.p. e, comunque, la ritiene infondata nel merito perché i giudici di merito avevano correttamente applicato i principi sul dolo. Con il secondo motivo ha contestato la mancata applicazione dell'attenuante della particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 648, quarto comma, c.p., sostenendo anche l'incongruenza tra il riconoscimento delle attenuanti generiche e il mancato riconoscimento di tale diminuente; la Corte reputa la doglianza manifestamente infondata, osservando che il valore non esiguo dell'assegno oggetto della ricettazione esclude la particolare tenuità e che le attenuanti generiche e la diminuente speciale hanno presupposti diversi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Il giudice di legittimità ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché non dedotto come motivo di appello e comunque infondato nel merito; ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato, essendo corretta la negazione della particolare tenuità del fatto in ragione del non modesto importo del bene ricettato. La condanna per ricettazione resta quindi ferma.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 3, c.p.p.

    La censura di legittimità non può essere proposta se non è stata previamente dedotta in appello; la novità del motivo comporta inammissibilità.

  • art. 648 c.p.

    La particolare tenuità del fatto costituisce attenuante speciale della ricettazione, applicabile solo quando i presupposti concreti lo consentano; il non esiguo valore del bene esclude la diminuente.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche sono istituto distinto dalla particolare tenuità del fatto e possono essere riconosciute anche quando non ricorrono i presupposti della diminuente speciale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non sono deducibili per la prima volta questioni di merito non specificamente prospettate in appello, salvo che risultino già devolute nei limiti consentiti dal ricorso.
  • Ai fini della ricettazione, il dolo può essere desunto dalla motivazione della sentenza di merito quando questa si conformi ai principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità sulla consapevolezza della provenienza illecita del bene.
  • La particolare tenuità del fatto nella ricettazione va valutata in concreto anche in relazione al valore del bene ricevuto o detenuto: un importo non modesto è indice ostativo al riconoscimento dell'attenuante.
  • Le attenuanti generiche e la diminuente speciale della particolare tenuità del fatto rispondono a presupposti diversi e non vi è automatica incompatibilità tra il riconoscimento delle prime e il diniego della seconda.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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