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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13928/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha quindi condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda una rapina per la quale due soggetti erano stati ritenuti responsabili in appello. In cassazione, il primo ricorrente ha dedotto un motivo unico volto a contestare l'affermazione di responsabilità per il reato di rapina; il secondo ricorrente ha proposto due motivi, di cui il primo attaccava anch'esso la ricostruzione della responsabilità per la rapina e il secondo contestava il trattamento sanzionatorio, in particolare il regime di equivalenza tra attenuanti generiche e aggravanti. La Corte rileva che i motivi sulla responsabilità ripropongono questioni già esaminate e mirano in realtà a una nuova valutazione del materiale istruttorio, mentre la motivazione di merito è ritenuta immune da vizi logico-giuridici perché fonda l'affermazione di colpevolezza su impronte papillari rinvenute nel veicolo usato dai rapinatori per la fuga e sui dati del traffico telefonico, ritenuti compatibili con la presenza degli imputati sul luogo e nel tempo del delitto. Quanto al secondo motivo del secondo ricorrente, la Corte lo giudica manifestamente infondato perché la Corte di appello aveva spiegato il bilanciamento in equivalenza tra attenuanti generiche e tre aggravanti contestate e ritenute, valorizzando la notevole capacità a delinquere e l'aggressività espressa dalle lesioni patite dalla persona offesa.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    Il reato oggetto di contestazione è la rapina; la Corte non rivede il merito dell'affermazione di responsabilità quando i motivi si risolvono in una richiesta di nuova valutazione delle prove e la motivazione di appello è logicamente coerente.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche e il loro bilanciamento con le aggravanti sono state ritenute adeguatamente motivate dalla corte di merito, con valorizzazione della capacità a delinquere e dell'aggressività della condotta.

  • art. 69 c.p.

    Il regime di equivalenza tra attenuanti generiche e aggravanti è stato giudicato correttamente motivato dal giudice di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova rivalutazione del compendio probatorio quando la sentenza impugnata offre una motivazione logico-giuridicamente immune da vizi e supportata da elementi specifici di riscontro.
  • La presenza dell'imputato sulla scena del reato può essere desunta da plurimi indizi convergenti, come impronte papillari e dati del traffico telefonico, se tali elementi sono coerentemente valorizzati dal giudice di merito.
  • Il sindacato della Corte di cassazione sul bilanciamento tra aggravanti e attenuanti generiche è limitato alla verifica della tenuta argomentativa della motivazione, non potendo tradursi in una nuova valutazione discrezionale del trattamento sanzionatorio.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, seguono le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., incluse le spese processuali e la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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