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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46899/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza sorto per la domanda risarcitoria proposta dal detenuto Elio Amato ai sensi dell'art. 35-ter Ord. pen., per presunte condizioni di detenzione inumane e degradanti (art.3 CEDU) relative al periodo 22/09/2010 - 04/11/2014. Il Magistrato di sorveglianza di Cuneo aveva in precedenza adottato ordinanza del 13/10/2016 parzialmente accogliendo una domanda analoga per altri periodi; il Tribunale di sorveglianza di Trieste aveva invece declinato la propria competenza ritenendo che il periodo fosse già coperto dal giudicato della decisione di Cuneo e trasmettendo gli atti a Cuneo. Il Magistrato di sorveglianza di Cuneo ha sollevato il conflitto sostenendo che la nuova domanda fosse fondata su diversa causa petendi (nuove contestazioni quali limitazioni all'aria aperta, divieto di cuocere, carenza di illuminazione ecc.) e che la competenza territoriale dovesse comunque essere collegata al luogo di detenzione all'atto della nuova domanda.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha ritenuto che la decisione precedente del Magistrato di sorveglianza di Cuneo avesse ad oggetto una causa petendi diversa rispetto alla nuova istanza; ha richiamato il principio secondo cui il giudicato nel procedimento di sorveglianza opera rebus sic stantibus e non preclude la rinnovazione di una domanda fondata su nuovi elementi di fatto o di diritto non esaminati in precedenza. Ne consegue che la nuova istanza costituisce un procedimento distinto e che la competenza territoriale si determina secondo le regole ordinarie (art. 677 cod. proc. pen.) in relazione al luogo di detenzione al momento della rinnovata domanda. Applicando tali principi la Corte ha designato il Tribunale di sorveglianza di Trieste quale giudice competente a decidere.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'ipotesi di conflitto di competenza fra giudici; qui invocata per la declaratoria del conflitto negativo fra Magistrato di sorveglianza di Cuneo e Tribunale di sorveglianza di Trieste.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Disposizione collegata alla regolazione del conflitto di competenza; utilizzata per l'emersione e la decisione del conflitto negativo.

  • art. 35-ter Ordinamento penitenziario

    Previsione che consente al detenuto di chiedere il riconoscimento della lesione di diritti fondamentali (art.3 CEDU) e del ristoro del danno per condizioni detentive inumane o degradanti; è la causa petendi della domanda principale del ricorrente.

  • art. 3 CEDU

    Parametro di tutela dei diritti fondamentali invocato dal detenuto per qualificare le condizioni di detenzione come trattamento inumano o degradante.

  • art. 677 cod. proc. pen.

    Stabilisce il criterio di riparto della competenza territoriale per le istanze del detenuto: la competenza si fonda sul luogo di detenzione all'atto della domanda rinnovata; principio richiamato per assegnare la competenza al Tribunale di sorveglianza di Trieste.

  • art. 23, comma 8, d.l. n.137/2020 conv. in legge n.176/2020

    Norma richiamata in relazione al procedimento a trattazione scritta e alla modalità con cui è stata depositata la requisitoria della Procura generale.

Massime di principio

  • Il giudicato nel procedimento di sorveglianza opera rebus sic stantibus: vincola solo le questioni effettivamente dedotte e decise, non ogni possibile deducibile.
  • Una nuova istanza fondata su elementi di fatto o di diritto non esaminati nella precedente decisione costituisce un procedimento distinto e non è preclusa dal giudicato anteriore.
  • La competenza territoriale per le nuove istanze proposte dal detenuto si determina secondo le regole ordinarie (art.677 c.p.p.), valutando il luogo di detenzione al momento della rinnovata domanda.
  • In presenza di decisioni parziali con giudicato limitato a specifici periodi o profili, occorre verificare puntualmente quali aspetti siano stati effettivamente decisi per capire se sussiste preclusione.
  • Prima di sollevare o decidere conflitti di competenza, i giudici devono accertare la novità della causa petendi e dei fatti/doganali dedotti nella nuova domanda.

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