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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8938/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della condanna per il reato di danneggiamento (art. 635 c.p.) commesso ai danni dell'autovettura del fratello; il difensore ha dedotto la erronea esclusione della causa di non punibilità prevista dall'art. 649, ultimo comma, c.p. per rapporti tra fratelli conviventi, contestando l'equiparazione a "violenza fisica" del colpo inferto alla carrozzeria del veicolo

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché, a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. n.150/2022 (30/12/2022), il reato di danneggiamento è divenuto procedibile a querela di parte; essendo in atti la querela della persona offesa e intervenuta la remissione di querela in pendenza del ricorso, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali (ex art. 340 c.p.p.). La Cassazione non ha quindi esaminato nel merito la questione di applicabilità dell'art. 649 perché il processo si è estinto per remissione.

Norme richiamate

  • art. 635 cod. pen.

    Il reato di danneggiamento è stato qualificato come procedibile a querela di parte dopo il D.Lgs. n.150/2022; la presenza della querela e la sua remissione determinano rilevanza decisiva ai fini dell'estinzione del reato.

  • D.Lgs. n.150 del 10 ottobre 2022

    modifica entrata in vigore 30/12/2022; art. 85, comma 1

    Ha modificato il regime di procedibilità per alcuni reati (tra cui l'art. 635), rendendoli perseguibili a querela di parte; la disciplina transitoria (art. 85, comma 1) è stata valutata alla luce della presenza della querela negli atti, con conseguente esclusione dell'applicazione della disciplina transitoria che avrebbe mantenuto la procedibilità d'ufficio.

  • art. 649 cod. pen.

    Invocato dal difensore come causa di non punibilità per fatti tra conviventi (rapporti familiari); la Corte di merito lo aveva escluso ritenendo la condotta assimilabile alla violenza fisica, ma la Cassazione non ha risolto il contrasto di merito perché ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela.

  • art. 340 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali a carico del querelato nonostante l'estinzione del reato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004; Sez. 2, n. 18680 del 28/04/2010; Sez. 3, n. 9154 del 17/12/2020

    Principio consolidato secondo cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per Cassazione e ritualmente accettata determina l'estinzione del reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo.

Massime di principio

  • Se la normativa modifica il regime di procedibilità rendendo un reato perseguibile a querela di parte, la presenza di una querela e la sua remissione possono estinguere il reato anche se il procedimento è già avviato o è pendente un ricorso in Cassazione.
  • La remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso e accettata determina estinzione del reato e va dichiarata dal giudice di legittimità, prevalendo su eventuali questioni di merito o cause di inammissibilità.
  • In controversie tra conviventi o familiari ove sia invocata una causa di non punibilità (es. art. 649 c.p.), il giudice valuta se la condotta concreta integri o meno forme di violenza; tuttavia, questioni procedurali (come l'estinzione per remissione della querela) possono rendere irrilevante il giudizio di merito.
  • Le modifiche legislative di carattere procedurale si applicano anche ai procedimenti pendenti secondo le regole transitorie: è necessario verificare la presenza di atti (es. querela) che possano escludere l'applicazione della disciplina transitoria.
  • L'estinzione del reato non impedisce che il giudice disponga la condanna alle spese processuali a carico del querelato, conformemente alle norme processuali.

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