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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32408/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela intervenuta il 20/01/2022 da parte di Gabriella Rossi e ritualmente accettata dall'imputato. Applicando il consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità e l'art. 129 c.p.p., ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, agli effetti penali e civili, in quanto il reato si è estinto. Ha posto le spese del procedimento a carico del querelato (Recchi).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, deducendo plurimi vizi di motivazione avverso la sentenza del Tribunale di Macerata che aveva parzialmente riformato la decisione del Giudice di pace, riqualificato i fatti ai sensi dell'art. 581 c.p. e rideterminato la pena; successivamente, in pendenza del ricorso, la querelante ha rimesso la querela e l'imputato ha ritualemente accettato la remissione.

Norme richiamate

  • art. 581 cod. pen.

    Norma usata nella sentenza di merito per la riqualificazione del fatto come lesioni; riportata come riferimento alla tipologia del reato originariamente contestato.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    in ogni stato e grado del processo il giudice il quale riconosce che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero che il reato è estinto o che manca una condizione di procedibilita', lo dichiara di ufficio con sentenza

    Il giudice di legittimità deve dichiarare d'ufficio l'estinzione del reato quando riconosce che il reato è estinto (per esempio per remissione della querela), pronunciando sentenza che annulla la precedente decisione.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 24246/2004; Sez. 5, n. 19675/2019)

    Principio consolidato secondo cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata determina l'estinzione del reato; l'estinzione prevale su eventuali cause di inammissibilita' e il giudice di legittimita' deve rilevarla e dichiararla, salvo che il ricorso non sia intempestivo.

Massime di principio

  • La remissione della querela, se resa in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata dall'imputato, estingue il reato e deve essere dichiarata d'ufficio dalla Corte di Cassazione, con annullamento della sentenza impugnata senza rinvio.
  • L'efficacia estintiva della remissione prevale su questioni processuali di inammissibilita' e travolge anche le statuizioni civili collegate al reato estinto.
  • Perché la remissione produca effetto in Cassazione è necessario che il ricorso sia stato tempestivamente proposto; la Corte verifica la sussistenza di tale condizione prima di dichiarare l'estinzione.
  • La dichiarazione di estinzione del reato non impedisce al giudice di legittimita' di regolare la devoluzione delle spese processuali: l'onere può essere posto a carico del querelato/parte soccombente anche se il reato è estinto.
  • Se in una situazione analoga la parte offesa manifesta la remissione della querela, è consigliabile documentarne tempestivamente l'atto e l'accettazione dell'imputato, per consentire al giudice di merito o di legittimità di rilevare l'estinzione del reato.

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