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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38548/2022 del 12/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di appello di Firenze del 16/02/2021. In particolare, Zhuge Liwei deduce un vizio cumulativo della motivazione lamentando che la sentenza avrebbe fatto riferimento alla "continuità" dell'azione criminosa rispetto a un reato associativo estraneo alla fattispecie devoluta, quindi un riferimento illegittimo e lesivo della motivazione. Huang Jinzhang deduce la mancanza o incompletezza della motivazione circa le ragioni della condanna. Entrambi contestano la decisione di rideterminazione della pena e la qualificazione del fatto operata in appello, nonché la correttezza della valutazione che ha portato all'accoglimento dell'accordo (procedura di cui all'art. 599-bis c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericità e manifesto infondamento. Ha ritenuto che i riferimenti contestati dalla motivazione fossero ultronei e non incidenti sulla decisione, la quale aveva correttamente verificato i presupposti per l'accoglimento dell'accordo (riqualificazione della fattispecie ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 e rideterminazione della pena come concordato) e che i ricorrenti avevano rinunciato ai restanti motivi di appello. Perciò i ricorsi non potevano essere accolti. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Norma sulla disciplina dell'accordo tra le parti (cd. patteggiamento/definizione concordata). La Corte ha dato rilievo alla corretta verifica dei presupposti per l'accoglimento dell'accordo in sede di appello, confermando la rideterminazione della pena secondo l'accordo intervenuto.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Dispositivo del testo unico sulle sostanze stupefacenti relativo alla qualificazione/riqualificazione del reato connesso al traffico di stupefacenti. La Corte d'appello ha riqualificato il fatto sulla base di questa norma e la Cassazione ha ritenuto legittima tale riqualificazione, non influenzata dai riferimenti ritenuti "ultronei".

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 conv. in legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Norme procedurali di carattere emergenziale (collegate alle disposizioni adottate per il periodo pandemico) che hanno regolato lo svolgimento del procedimento; la Corte rileva che il processo si è svolto secondo tali disposizioni.

Massime di principio

  • I ricorsi per cassazione devono contenere motivi specifici e ben articolati: censure generiche o vaghe sono dichiarate inammissibili.
  • Riferimenti ermeneutici o passaggi motivazionali ritenuti "ultronei" non compromettono la decisione se la motivazione centrale che giustifica la sentenza risulta corretta e sufficiente.
  • L'accoglimento di un accordo ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. e la conseguente riqualificazione/ridefinizione della pena sono valutazioni che, se adeguatamente motivate in appello, non sono agevolmente censurabili in cassazione se i ricorrenti non prospettano censure puntuali.
  • La parte soccombente può essere condannata non solo alle spese processuali ma anche al versamento di somme alla Cassa delle ammende; la Corte di Cassazione conferma l'uso di tali sanzioni quando i ricorsi sono manifestamente infondati o inammissibili.
  • In procedimenti svolti con norme emergenziali (es. art. 23 d.l. 137/2020) la regolarità del procedimento va valutata alla luce del quadro normativo straordinario adottato; le impugnazioni devono tener conto di tale contesto procedurale.

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