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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29042/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Colaneri ha impugnato la conferma della condanna per due truffe (art. 640 c.p.) decise con giudizio abbreviato, deducendo: 1) manifesta illogicità della motivazione e contestando che la condotta fosse truffa anziché mero inadempimento contrattuale (consegna di assegni contraffatti); 2) in subordine, che potesse configurarsi al massimo il reato di cui all'art. 641 c.p.; 3) errore nella valutazione della recidiva infraquinquennale (riteneva che il precedente fosse anteriore al quinquennio rispetto ai fatti contestati); 4) eccessiva afflittività della pena per mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e per l'aumento per continuazione.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha respinto i primi due motivi ritenendoli infondati: la consegna di assegni circolari contraffatti al momento della formazione del contratto è idonea a integrare il reato di truffa, avendo indotto le venditrici a trasferire la proprietà dei veicoli. Ha invece accolto il terzo motivo, rilevando che i reati sono stati commessi il 20/11/2017 e il 5/12/2017 mentre il precedente penale risale al 02/10/2012, per cui non sussiste la recidiva infraquinquennale ma al più la recidiva semplice. Per questa ragione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento della recidiva e ha rinviato alla Corte d'appello di Perugia per nuovo giudizio su tale punto. Ha dichiarato inammissibile l'ultimo motivo come generico e, per il resto, ha rigettato il ricorso.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che la consegna di assegni circolari contraffatti al momento della conclusione dell'accordo, essendo equiparabile a denaro contante e idonea a creare affidamento sulla copertura, costituisca artifizio idoneo a integrare il reato di truffa perché ha indotto le vittime a compiere l'atto di disposizione patrimoniale (trasferimento della proprietà).

  • art. 641 cod. pen.

    Il ricorrente aveva prospettato che la condotta rientrasse in materia di 'pagamento con mezzi falsi' (art. 641), ma la Corte ha ritenuto il motivo infondato in presenza dell'induzione in errore al momento della conclusione del contratto; pertanto non ha accolto la qualificazione alternativa proposta.

  • art. 99 cod. pen.

    La Corte ha interpretato la norma sulla recidiva distinguendo tra recidiva infraquinquennale e recidiva semplice: alla luce delle date, il precedente del 02/10/2012 non rientra nel quinquennio rispetto ai fatti del 2017, per cui non poteva essere applicata la recidiva infraquinquennale. Ne consegue che va valutata la recidiva semplice e, quindi, il trattamento sanzionatorio va rideterminato tenendo conto della minore aggravazione prevista per quest'ultima.

  • art. 606, comma 1, lett. B) e E), cod. proc. pen.

    Norma richiamata come parametro per le censure in cassazione (violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione). La Corte ha ritenuto che alcuni motivi fossero aspecifici o non confrontassero la motivazione impugnata e perciò inammissibili o infondati alla luce di quanto previsto da tale articolo.

  • art. 23, comma 8, D.L. 137/2020

    Richiamata in relazione al rito di trattazione con contraddittorio scritto; la procedura di trattazione del ricorso è stata svolta ai sensi di tale disposizione.

  • artt. 133, 81 e 62-bis cod. pen.

    Norme richiamate dal ricorrente in relazione al calcolo della pena, alla continuazione e alle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto che la Corte territoriale abbia adeguatamente motivato il rigetto delle attenuanti e l'aumento per continuazione, motivazione che la Cassazione ha giudicato congrua e non censurabile.

Massime di principio

  • La consegna al momento della formazione del contratto di un titolo di pagamento apparentemente sicuro (es. assegno circolare) ma contraffatto è idonea a integrare il reato di truffa quando induce la parte offesa a compiere l'atto di disposizione patrimoniale; non basta dimostrare una mera insolvenza postuma.
  • La qualificazione alternativa del fatto (es. art. 641 anziché 640) va valutata alla luce del momento in cui è intervenuta la condotta e del grado di affidamento ingenerato nella vittima: se l'inganno è stato determinante per il trasferimento della proprietà, prevale la truffa.
  • La recidiva va calcolata con attenzione alle date: la recidiva infraquinquennale richiede che il precedente sia nei cinque anni antecedenti; se il precedente è oltre il quinquennio, al più può configurarsi la recidiva semplice con minore aumento di pena.
  • In cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione impugnata; motivi generici o che ripropongono questioni già esaminate senza argomentazione nuova sono inammissibili.
  • Se la Corte di legittimità annulla solo la valutazione della recidiva, il procedimento viene rinviato per la sola rideterminazione del trattamento sanzionatorio collegato alla recidiva, lasciando impregiudicate le altre statuizioni già confermate.
  • Il giudice del merito deve motivare con precisione il mancato riconoscimento delle attenuanti e l'applicazione di aumenti per continuazione; tale motivazione è sindacabile in Cassazione solo se affetta da vizio logico-giuridico o contraddittorietà non risolta.

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