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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34191/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello (conferma del giudizio di primo grado) per: 1) presunta contraddittorietà della motivazione complessiva; 2) violazione di legge e vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio, mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e mancata riduzione nella massima misura per il tentativo (reato capo A, tentata rapina aggravata); 3) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 cod. pen. (modesto valore del bene sottratto).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che ricorra il caso di "doppia conforme" (sentenze di primo grado e appello formano un unico corpo decisionale) e che i motivi siano generici/aspecifici e privi dei requisiti di specificità previsti dall'art. 581 c.1 lett. c) c.p.p. Quanto alle censure sul quantum della pena, sulle attenuanti generiche e sulla diminuzione per il tentativo la Corte ha richiamato la discrezionalità del giudice di merito, ritenendo la motivazione delle decisioni di merito logica e sufficiente; ha inoltre concordato con l'esclusione dell'attenuante di cui all'art. 62 n.4 in presenza di delitto plurioffensivo e di modalità particolarmente pericolose (uso di bottiglia per colpire la vittima). Conseguentemente rimangono confermate le condanne di merito (pena complessiva di 2 anni e 4 mesi di reclusione ed euro 800 di multa per tentata rapina aggravata e lesioni aggravate) e la decisione è stata accompagnata dalla condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamo formale sui limiti di enunciazione dei motivi di ricorso ai fini della motivazione in cassazione

  • art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    richiede la specificità delle censure nel ricorso per cassazione; la sua violazione comporta inammissibilità

  • art. 132 cod. pen.

    principi guida per la determinazione della pena: il giudice di merito esercita discrezionalità nel fissare la pena base

  • art. 133 cod. pen.

    criteri per la determinazione della pena (circostanze attenuanti/aggravanti); la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione discrezionale da parte del giudice di merito

  • art. 62, n. 4 cod. pen.

    attenuante per il modesto valore del profitto del reato; la Corte ha condiviso l'esclusione perché il reato era plurioffensivo e con modalità pericolose, che rendono recessivo il modesto valore economico

  • art. 616 cod. proc. pen.

    norma che autorizza la condanna alle spese e al pagamento a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e indicare chiaramente gli elementi su cui si fonda la censura; i motivi generici sono inammissibili.
  • Il criterio della "doppia conforme" (motivazioni coerenti e omogenee di primo grado e appello) rafforza la resistenza del giudizio di merito e ostacola il sindacato di legittimità.
  • La determinazione della pena e il riconoscimento delle attenuanti sono valutazioni di merito discrezionali; la Corte di legittimità interviene solo in presenza di arbitrarietà, illogicità o violazione di legge manifesta.
  • L'attenuante per il modesto valore del profitto (art. 62 n.4) può essere esclusa se il fatto è plurioffensivo o le modalità del reato sono gravi e pericolose, rendendo irrilevante il valore economico sottratto.
  • Chi propone ricorso deve documentare in modo puntuale gli errori di diritto o di fatto; la mera insoddisfazione per l'esito o la riproposizione di una rivalutazione dei fatti non è sufficiente.

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