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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39629/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 25/02/2022 che aveva mantenuto gli arresti domiciliari disposti dal G.i.p. di Lecce. Il ricorrente, tratto in arresto per il rinvenimento di 83 dosi di cocaina e 38 di hashish e poi condannato con patteggiamento a 2 anni di reclusione e multa, ha contestato violazione di legge e vizio di motivazione (richiamando gli artt. 299, 272 e seguenti c.p.p.), sostenendo che la riqualificazione del fatto e la pena contenuta, unitamente al tempo trascorso in misura, avrebbero dovuto indurre alla revoca o alla sostituzione della misura cautelare con una meno afflittiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva correttamente motivato il rigetto: non erano emersi elementi nuovi tali da far ritenere cessate o affievolite le esigenze cautelari ritenute sussistenti sin dall'origine. La Corte ha valorizzato le modalità del fatto (quantitativo rilevante e tipologie diverse di stupefacenti, detenzione in provincia diversa da quella di residenza) e il precedente specifico dell'imputato come presupposti delle esigenze cautelari. Ha inoltre richiamato il consolidato orientamento secondo cui il mero decorso del tempo e l'osservanza degli obblighi non sono di per sé sufficienti per la sostituzione degli arresti domiciliari. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 5

    art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90

    La riqualificazione del fatto ai sensi di questa norma non incide automaticamente sulle esigenze cautelari; la valutazione della misura deve considerare quantità e tipologia delle sostanze e le altre circostanze rilevanti

  • codice di procedura penale, art. 444

    Riferimento al patteggiamento come modalità di definizione del giudizio; la definizione tramite patteggiamento e la pena risultante non determinano di per sé la cessazione delle esigenze cautelari

  • codice di procedura penale, artt. 299, 272 e seguenti

    artt. 299, 272 e ss. c.p.p.

    Norme richiamate dal ricorrente per denunciare violazione di legge e vizio di motivazione; la Corte non ha ritenuto sussistere errori di applicazione tali da invalidare la decisione impugnata

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 5, n. 45843 del 14/06/2018

    Sez. 5, n. 45843 del 14/06/2018, Rv. 274133 - 01

    Consolidato orientamento secondo cui l'attenuazione delle esigenze cautelari non può essere desunta dal mero decorso del tempo di esecuzione della misura, anche se accompagnato dalla corretta osservanza degli obblighi

Massime di principio

  • La definizione del processo con patteggiamento e la pena inferiore non comportano automaticamente la revoca o la sostituzione della misura cautelare;
  • Per ottenere la sostituzione o la revoca della misura cautelare è necessario allegare e dimostrare elementi nuovi e specifici che attestino l'attenuazione delle esigenze cautelari (es. mutamento delle circostanze, rimozione del pericolo di reiterazione, garanzie concrete di presenza)
  • Quantitativi apprezzabili di droga, diversità delle sostanze e il luogo del rinvenimento (diverso dalla residenza) sono elementi che rafforzano la permanenza delle esigenze cautelari
  • Il semplice decorso del tempo e il rispetto degli obblighi connessi alla misura non sono di per sé idonei a giustificare la sostituzione degli arresti domiciliari con misura meno afflittiva
  • In impugnazione è necessario contestare in modo circostanziato la motivazione del giudice e indicare le discrepanze logiche o giuridiche; obiezioni generiche rischiano di essere dichiarate infondate

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