Cassazione Penale, Sentenza n. 39617/2022 del 20/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente denunciava violazione dell'art. 284 c.p.p. (asserita ontologica incompatibilità tra arresti domiciliari e condizione di straniero irregolarmente soggiornante) e dell'art. 275 c.p.p. (omessa valutazione dell'idoneità del domicilio indicato e mancanza di motivazione specifica sui profili personali che giustificano il rischio di violazione delle prescrizioni cautelari). Il ricorso si fondava anche sull'argomento del decorso del tempo e sulla presunta idoneità della soluzione abitativa proposta.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato che, in sede di appello avverso ordinanza su revoca/sostituzione misura cautelare, il Tribunale del riesame non può essere riesaminato sui fatti come se fosse giudice di merito, dovendosi limitare al controllo di correttezza giuridica e adeguatezza della motivazione rispetto a fatti nuovi e rilevanti. La motivazione del Tribunale di Genova è stata ritenuta logica e adeguata: rilevato elevato e concreto rischio di recidiva, gravità e modalità dell'attività di spaccio (notevoli quantitativi di cocaina ed eroina in confezioni), condanna inflitta in primo grado, status di straniero irregolare che implica assenza di fissa dimora e mancanza di riferimenti stabili, mancanza di rapporto solido con la persona che avrebbe dovuto ospitarlo, presunti contatti con organizzatori del traffico e comportamento non collaborativo all'interrogatorio. Non sono emersi elementi nuovi tali da modificare le esigenze cautelari; il mero decorso del tempo non è idoneo a determinare la revoca o attenuazione della misura. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e si è ordinato alla cancelleria di adempiere agli obblighi di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Codice di procedura penale
Norma richiamata come base procedurale dell'appello contro l'ordinanza del giudice del riesame; la Corte ricorda i limiti dell'esame in sede di impugnazione ai sensi di tale disciplina
Codice di procedura penale
Riferita dall'impugnante in relazione alla presunta incompatibilità ontologica degli arresti domiciliari per straniero irregolare; la Corte ritiene che il giudizio di compatibilità sia di merito e correttamente valutato dal Tribunale
Codice di procedura penale
Richiamata dal ricorrente per contestare la motivazione del Tribunale circa l'idoneità del domicilio; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente valutato e motivato gli elementi relativi al domicilio e ai legami dell'imputato
Codice di procedura penale
Norma sulle esigenze cautelari: la Corte segnala che l'insussistenza di esigenze cautelari è rilevabile in Cassazione solo se emerge violazione normativa o manifesta illogicità della motivazione
Codice di procedura penale
Richiamato in tema di gravità indiziaria; la Corte precisa che l'accertamento dei gravi indizi è di merito e non sindacabile se non per vizi di motivazione
d.P.R. 309/1990
Norma sostanziale contestata: ricettazione/detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (cocaina ed eroina); la gravità del reato è stata valorizzata dal Tribunale come indice di stabile inserimento in un'organizzazione di spaccio
Disposizioni di attuazione codice procedura penale
art. 94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla sentenza; la Corte ordina gli adempimenti previsti
Massime di principio
- In impugnazioni avverso ordinanze su revoca/sostituzione di misure cautelari il sindacato è limitato alla correttezza giuridica e alla motivazione dell'atto, non alla riesamina dei fatti o della valutazione di merito.
- La condizione di straniero irregolare può essere valutata come elemento sintomatico di assenza di fissa dimora, mancanza di legami stabili e rischio di elusione delle misure, ma non automaticamente determina l'incompatibilità degli arresti domiciliari: la valutazione è questione di merito motivata dal giudice.
- Per ottenere la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari occorre fornire elementi nuovi e concreti che dimostrino l'attenuazione delle esigenze cautelari; il mero decorso del tempo o il semplice rispetto delle prescrizioni non sono di per sé sufficienti.
- Il giudice deve motivare specificamente le ragioni per le quali ritiene inidoneo il domicilio proposto e deve valutare i profili personali (legami familiari/sociali, attività lecita, condotta processuale) attinenti al rischio di violazione delle prescrizioni.
- La mancata collaborazione dell'indagato/all'imputato agli atti (es. interrogatorio) e la presenza di condanne o di consistenti elementi che ricondurranno a un'organizzazione criminale rafforzano la giustificazione di misure più afflittive come la custodia in carcere.
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