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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35026/2024 del 18/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per il reato previsto dall'art. 334 c.p., deducendo violazione di legge (art. 108 c.p.p.) per il mancato accoglimento della richiesta, formulata dal nuovo difensore il 3 novembre 2023, di rinvio dell'udienza e di concessione di termine a difesa per impossibilità di accesso agli atti a seguito di nomina tardiva; il difensore aveva anche chiesto la sostituzione della pena detentiva.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto non censurabile in questa sede il rigetto della richiesta di rinvio, osservando che il diritto al termine a difesa ai sensi dell'art. 108 c.p.p. va bilanciato con il principio della ragionevole durata del processo e non comporta automaticamente il rinvio per ogni nomina tardiva. La Corte ha inoltre evidenziato che il processo era trattato con rito cartolare, che il precedente difensore aveva depositato conclusioni scritte e che risultavano più revoche di difensori; è stata rilevata la genericità della richiesta e l'assenza di prova certa della data di nomina nel mandato allegato. Conseguentemente è stata confermata l'inammissibilità del ricorso e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 108 cod. proc. pen.

    Il diritto al termine a difesa serve a garantire una difesa effettiva, ma non dà diritto automatico al rinvio in caso di nomina tardiva del difensore; il giudice deve bilanciare tale diritto con il principio della ragionevole durata del processo

  • art. 23-bis, legge n. 176 del 2020

    Richiamata la disciplina che consente la trattazione scritta delle udienze (rito cartolare); la norma è stata applicata per il procedimento in oggetto

  • art. 23, comma 8, d.l. 137/2020 (conv. con modificazioni dalla legge n. 176/2020)

    Prevede la procedura di trattazione scritta, applicata nel caso e rilevante ai fini della valutazione sulla necessità del rinvio

  • art. 17, d.l. 22 giugno 2023 n. 75

    Richiamata per la proroga di applicazione della disciplina sulla trattazione scritta; contesto normativo della procedura

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 4928 del 27/10/2022 (Fattore, Rv. 284094)

    Principio secondo cui la nomina tardiva del difensore non comporta automaticamente il rinvio dell'udienza e il diritto di difesa deve essere compatibilmente bilanciato con la durata ragionevole del processo

Massime di principio

  • La nomina tardiva di un difensore non garantisce di per sé il rinvio: il giudice valuta la richiesta bilanciando il diritto di difesa con la ragionevole durata del processo
  • Se il precedente difensore ha già svolto attività difensive rilevanti (deposito di conclusioni, accesso agli atti), la richiesta di rinvio del nuovo difensore ha minore probabilità di essere accolta
  • In procedimenti trattati con rito cartolare o per iscritto, la possibilità di presentare memorie scritte può attenuare la necessità di un rinvio per nominata tardiva
  • Le richieste di rinvio o di termine a difesa devono essere documentate e specifiche: è utile allegare mandato con data certa e prove dell'effettiva impossibilità di accesso agli atti
  • Le censure per violazione dell'art. 108 c.p.p. possono risultare inammissibili se la motivazione del rigetto evidenzia elementi concreti (es. pluralità di revoche, attività del precedente difensore, carattere cartolare dell'udienza)
  • Per aumentare le chance di ottenere un rinvio, il difensore deve dimostrare tempestività, concretezza delle ragioni (assenza reale di accesso agli atti) e l'assenza di alternative efficaci (ad es. presentazione di memorie scritte entro termini utili)

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