Cassazione Penale, Sentenza n. 2308/2022 del 20/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186 cod. strada) contestando: 1) la mancata informazione sulla facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia in relazione al prelievo ematico eseguito in pronto soccorso; 2) l'affidabilità dell'accertamento del tasso alcolemico, con riferimento alla metodologia (c.d. curva di Widmark); 3) vizi nella determinazione del trattamento sanzionatorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo non manifestamente infondato alla luce dell'evoluzione della giurisprudenza: oggi è necessario l'avviso della facoltà di difensore quando la polizia giudiziaria richiede l'analisi del campione ematico (anche se il prelievo è stato effettuato per fini sanitari). Nel caso concreto non risultava chiaro se la Polizia Giudiziaria avesse richiesto l'analisi o se si fosse limitata ad acquisire un esame effettuato dai sanitari. Tuttavia, siccome il termine di prescrizione del reato era ormai spirato, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione.
Norme richiamate
articolo 186, commi 2 lettera C, e 2-bis del Codice della Strada
norma sostanziale che punisce la guida in stato d'ebbrezza; qui contestata nella forma aggravata per aver provocato un incidente
art. 129, comma secondo, cod. proc. pen.
art. 129 comma secondo, cod. proc. pen.
stabilisce i casi in cui il giudice può assolvere per sopravvenuta causa di estinzione del reato; applicata per spiegare i limiti dell'assoluzione quando la causa estintiva non emerge in modo incontestabile dagli atti
disciplina gli atti urgenti e indifferibili di polizia giudiziaria; collegata all'obbligo di avviso al soggetto quando la p.g. compie atti a funzione probatoria
art. 114 disp. att. cod. proc. pen.
art. 114 disp. att. cod. proc. pen.
prevede l'obbligo di avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia; la Corte interpreta che l'avviso è dovuto anche quando la p.g. richiede analisi su campioni prelevati per fini sanitari se tali analisi hanno funzione probatoria
Massime di principio
- Quando la polizia giudiziaria richiede l'effettuazione di analisi su un campione ematico, anche se il prelievo è stato eseguito per fini sanitari, deve essere dato all'interessato l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia (art.114 disp. att./art.356 c.p.p.)
- Se dagli atti non emerge chiaramente se la p.g. abbia richiesto l'analisi sul campione sanitario, il procedimento probatorio può risultare viziato per carenza dell'avviso al difensore; tale incertezza può essere decisiva se un termine di prescrizione è intervenuto
- La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza quando il reato è estinto; la Cassazione non valuta nel merito ulteriori vizi se la prescrizione è maturata
- L'accertamento del tasso alcolemico basato su metodologie complesse (es. curve di Widmark) richiede motivazione e affidabilità tecnica: contestazioni in tal senso devono essere adeguatamente valutate e motivate dai giudici di merito
- Per evitare nullità o incertezze probatorie, gli atti delle forze di polizia e la documentazione sanitaria devono chiarire se e quando sia stata fatta richiesta formale di analisi a fini probatori, nonché l'avviso al soggetto delle garanzie difensive
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