Cassazione Penale, Sentenza n. 43677/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il G.I.P. aveva dichiarato inammissibile la richiesta di archiviazione del P.M. perché depositata in forma cartacea, ritenendo violata la disposizione del d.m. n. 217/2023 che impone il deposito telematico mediante l'applicativo "APP". Il Procuratore aveva invece disposto, con provvedimento del 8 aprile 2024, il deposito analogico delle richieste di archiviazione per i procedimenti relativi agli "ignoti seriali" fino al 31 maggio 2024, avendo accertato un malfunzionamento dell'applicativo. Il P.M. ha impugnato sostenendo che il G.I.P. ha oltrepassato le sue competenze (vizio strutturale) e ha creato una stasi procedimentale (vizio funzionale) perché la pronuncia impediva sia il deposito telematico che la ripetizione cartacea della richiesta.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato senza rinvio il decreto del G.I.P., rilevando che l'atto era abnorme: strutturalmente perché il provvedimento amministrativo del Procuratore (accertamento del malfunzionamento e disposizione di deposito analogico ai sensi dell'art. 175-bis c.p.p.) non era sindacabile dal giudice; funzionalmente perché l'ordine del G.I.P. determinava una stasi del procedimento e contrastava con la disciplina che prevede il deposito cumulativo delle richieste per gli "ignoti seriali". Ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di L'Aquila per il proseguimento.
Norme richiamate
decreto ministeriale n. 217 del 29 dicembre 2023, art. 3
"imporre, tra l'altro, ai soggetti interni abilitati (tra cui il Pubblico Ministero), il deposito telematico mediante l'applicativo APP degli atti relativi ai procedimenti di archiviazione"
Introduce l'obbligo di deposito telematico per le istanze di archiviazione salvo quanto previsto dall'art. 175-bis; disciplina operativa l'uso dell'applicativo APP per i soggetti interni abilitati.
"atti e documenti sono redatti in forma di documento analogico e depositati con modalità non telematiche" (comma 3); e il malfunzionamento deve essere "accertato ed attestato dal dirigente dell'ufficio giudiziario, e comunicato con modalità tali da assicurare la tempestiva conoscibilità..." (comma 4)
Consente il ricorso al deposito analogico quando il malfunzionamento dei sistemi informatici sia accertato e attestato dal dirigente dell'ufficio giudiziario; tale accertamento legittima la procedura non telematica e rientra nella sfera di competenza del vertice dell'ufficio.
Norma quadro che regola le modalità telematiche di deposito; il d.m. e l'art. 175-bis operano in raccordo con questo regime telematico, che comunque ammette l'eccezione per malfunzionamento.
art. 107-bis disp. att. cod. proc. pen.
"Le denunce a carico di ignoti sono trasmesse all'ufficio di procura competente ... con elenchi mensili"
Stabilisce la procedura di trasmissione delle denunce a carico di ignoti e il meccanismo degli elenchi mensili, rilevante per la disciplina delle archiviazioni cumulative.
art. 415 cod. proc. pen., comma 4
"la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia..."
Impone che, nei casi di elenchi trasmessi dagli organi di polizia (es. ignoti seriali), la richiesta di archiviazione e il relativo decreto siano pronunciati cumulativamente, condizionando le modalità e i tempi di deposito delle istanze.
Normativa primaria che ha introdotto il quadro per l'estensione dell'obbligo di deposito telematico e che ha trovato attuazione nel d.m. n. 217/2023; conferisce rilievo all'adeguamento telematico della procedura.
Massime di principio
- Quando il dirigente o il Procuratore della Repubblica accerta e attesta un malfunzionamento del sistema telematico ai sensi dell'art. 175-bis c.p.p., il deposito analogico degli atti è legittimo e non sindacabile dal G.I.P. sul profilo dell'ammissibilità formale.
- L'obbligo generale di deposito telematico previsto dal d.m. n. 217/2023 e dalle norme sul processo telematico trova un'eccezione normativa specifica in caso di malfunzionamento certificato: in tali casi la prassi analogica prevale e deve essere osservata per evitare nullità o contestazioni formali.
- Il giudice per le indagini preliminari non può sostituirsi al vertice amministrativo dell'ufficio (Procuratore) nel sindacare l'accertamento tecnico-amministrativo del malfunzionamento: l'impugnazione di atti amministrativi di quel tipo può rilevare solo nei casi in cui ricorra abnormità che travalichi ogni limite di competenza, come quando il provvedimento produce una stasi procedimentale ingiustificata.
- Per i procedimenti relativi agli "ignoti seriali" occorre rispettare la regola della pronuncia cumulativa delle richieste di archiviazione e dei decreti (art. 415, comma 4 disp. att.), pertanto le modalità e i tempi di deposito devono garantire la possibilità di pronunciata cumulativa e non determinare blocchi procedurali.
- In caso di disallineamento operativo tra obbligo telematico e criticità del sistema, è fondamentale che l'accertamento del malfunzionamento sia tecnicamente documentato e comunicato tempestivamente ai soggetti interessati per legittimare il deposito analogico e tutelare la continuità procedimentale.
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