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Sentenza

Sentenza n. 810/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Bergamo-Sezione Lavoro n. 817 del 25.10.2023 in materia di c.d. Carta del docente;

Giustizia amministrativa202500991

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Ministero nell'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della Carta del docente per gli anni scolastici 2016/17, 2017/18, 2018/19 e 2019/20

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi degli artt. 114 e ss. c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione lavoro, n. 817 del 25 ottobre 2023, passata in giudicato e notificata al Ministero il 16 marzo 2025. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere alla docente il beneficio della Carta elettronica del docente previsto dall'art. 1, comma 121, l. 107/2015 per gli anni scolastici indicati. Nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, il Ministero era rimasto inerte e non aveva dato esecuzione al giudicato. La ricorrente ha quindi chiesto la condanna dell'Amministrazione all'esecuzione entro un termine, mediante accredito delle somme spettanti, nonché la nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

La decisione

Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha comunicato che, il 13 febbraio 2026, Sogei S.p.A., gestore della procedura di erogazione della Carta del docente, aveva accreditato nel borsellino elettronico della docente l'importo riconosciuto dalla sentenza del giudice del lavoro. La ricorrente ha dato atto dell'avvenuto pagamento. Poiché il Ministero ha così integralmente eseguito il giudicato durante il processo, il TAR ha dichiarato la sopravvenuta cessazione della materia del contendere. Le spese sono state tuttavia poste a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale, in quanto l'esecuzione è intervenuta soltanto dopo la notifica del ricorso per ottemperanza. Il Ministero è stato condannato a rifondere € 1.000,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, utilizzato per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Prevede il beneficio della Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari e dei titoli esecutivi nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione esegue integralmente il giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, la domanda di esecuzione diviene priva di oggetto e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L'esecuzione spontanea intervenuta dopo la notifica del ricorso per ottemperanza non esclude la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, se l'amministrazione era rimasta inadempiente fino all'instaurazione del giudizio.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale adempimento dell'obbligo sancito dal giudicato può essere desunto dall'accredito delle somme o del beneficio riconosciuto, quando tale adempimento sia riconosciuto da entrambe le parti.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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