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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26808/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gentile chiedeva, ai sensi dell'art. 587 c.p.p., l'estensione degli effetti della sentenza favorevole al coimputato Cavallo (assoluzione dal reato ascritto al capo 72 per inutilizzabilità di intercettazioni) alla sua posizione, in modo da ottenere l'assoluzione nel merito anziché la declaratoria di prescrizione che gli era stata pronunciata in appello. I fatti: Gentile era stato condannato in primo grado per truffa aggravata (qualificata nei capi indicati) e in appello era stata dichiarata la prescrizione; Cavallo era stato assolto dal capo 72 (peculato) per inutilizzabilità delle intercettazioni a seguito di intervento delle Sezioni Unite. Gentile sosteneva che la pronuncia sulla inutilizzabilità dovesse estendersi anche al suo reato, poiché si sarebbe trattato di violazione processuale non personale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'art. 587 c.p.p. non è strumento per riaprire il merito o riesaminare la violazione di legge processuale a favore del non impugnante, ma consente un automatismo estensivo solo quando ricorra la stessa imputazione/fatto e la violazione non abbia carattere personale. Nel caso concreto la pronuncia di inutilizzabilità riguardava il singolo reato contestato a Cavallo (capo 72, peculato) e non poteva essere automaticamente estesa al reato diverso contestato a Gentile (truffa). Perciò la declaratoria di prescrizione nei confronti di Gentile non è stata convertita in assoluzione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 587 cod. proc. pen.

    È una norma che consente, in particolari ipotesi, l'estensione degli effetti di una sentenza resa in favore di un imputato anche ad altri non impugnanti; tuttavia non può essere usata per riaprire il procedimento o per una rivalutazione del merito. L'effetto estensivo opera solo se riguarda il medesimo reato/fatto e la violazione processuale non è di carattere personale.

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Regola l'autorizzazione all'esecuzione delle intercettazioni; la sua violazione può determinare l'inutilizzabilità delle intercettazioni stesse. Tuttavia l'inutilizzabilità deve essere valutata rispetto al rapporto di connessione probatoria tra i reati e può avere natura personale o non personale, con conseguenze diverse sull'eventuale estensione.

  • artt. 270 e 271 cod. proc. pen.

    Insieme disciplinano limiti e modalità delle intercettazioni e la loro utilizzazione; l'eventuale violazione attinente a tali disposizioni può portare all'esclusione delle prove ma l'effetto sulla posizione di altri imputati dipende dalla stessa connessione probatoria e dalla specificità del motivo d'inutilizzabilità.

  • art. 326 cod. pen.

    Richiamato nel procedimento relativo alle autorizzazioni/intercettazioni (contestato a terzo), ma non decisivo per l'estensione degli effetti ai coimputati; richede valutazione del rapporto tra titolo processuale e esecuzione delle misure.

Massime di principio

  • L'art. 587 c.p.p. può estendere gli effetti di una sentenza favorevole solo quando riguarda il medesimo reato/fatto e la violazione processuale non sia di natura personale.
  • Non è possibile usare l'art. 587 c.p.p. come strumento per riaprire il merito o sostituire una declaratoria di prescrizione con una assoluzione se manca identità di reato o connessione probatoria rilevante.
  • L'inutilizzabilità delle intercettazioni va valutata rispetto al rapporto di connessione tra i reati: se l'esclusione è dovuta a motivo non personale e si estende alla stessa vicenda probatoria, può ricadere su più imputati; se è collegata al singolo reato/imputato, resta circoscritta.
  • In caso di sentenze delle Sezioni Unite che annullano o escludono prove per un imputato, prima di richiedere effetti estensivi su altri coimputati occorre verificare se la censura è riconoscibile anche rispetto agli specifici reati contestati agli altri soggetti.
  • Quando si contesta l'utilizzabilità di intercettazioni ottenute in altro procedimento, è essenziale dimostrare una connessione probatoria oggettiva tra i fatti e che la violazione abbia carattere comune e non solo personale.

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