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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43895/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Margarito Stefano era stato condannato per il delitto di rapina (art. 628 c.p.) per avere sottratto un paio di occhiali a Popa Marcel dopo averlo aggredito con calci e pugni. Ha impugnato la sentenza di appello con quattro motivi: (1) vizio di motivazione e travisamento delle dichiarazioni del teste Masetti e illegittimo uso, come prova esclusiva, di dichiarazioni predibattimentali di testi poi irreperibili; (2) richiesta di riqualificazione del fatto in furto, sostenendo che la violenza non fosse finalizzata all'impossessamento ma avvenuta per altri motivi e solo successivamente sarebbe scattato il furto; (3) richiesta dell'attenuante del danno di speciale tenuità per il basso valore presunto degli occhiali; (4) censura sul rigetto della contestazione della recidiva senza esame puntuale del motivo.

La decisione

Il ricorso in Cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto i motivi infondati: ha confermato la valutazione di merito basata su una motivazione logica e priva di aporie, ha ritenuto legittimo l'utilizzo delle dichiarazioni predibattimentali acquisite con il consenso delle parti e adeguatamente vagliate, ha affermato che la rapina si integra anche quando il dolo di impossessamento sopravvenga durante l'azione violenta (dolo concomitante o sopravvenuto), ha escluso l'applicabilità dell'attenuante per speciale tenuità non essendo emerso che il danno fosse lievissimo, e ha confermato correttamente l'esistenza della recidiva. La Corte ha inoltre osservato che il ricorrente si è limitato a proporre una lettura alternativa del merito senza indicare vizi di motivazione manifesti.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Norma utilizzata per qualificare il reato come rapina; la Corte ha affermato che la rapina può realizzarsi anche quando il dolo di impossessamento sopravvenga durante o dopo l'uso della violenza (dolo concomitante o sopravvenuto).

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Regola l'acquisizione delle dichiarazioni predibattimentali con il consenso delle parti; la Corte ha ritenuto tali dichiarazioni utilizzabili anche in modo determinante quando la rinuncia sia consapevole, informata e assistita da garanzie minime e/o vi sia corrispondenza con altri elementi probatori.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato come limite alla esposizione dei motivi in cassazione: la riproduzione deve essere nei limiti necessari per la motivazione.

  • art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (C. EDU)

    Richiama il diritto al giusto processo e in particolare la garanzia di esame dei testimoni; la Corte ha precisato che la rinuncia al diritto di esaminare un testimone è ammissibile se consapevole e informata e compatibile con i requisiti giurisprudenziali della CEDU.

  • Corte EDU, casi Al-Khawaja e Tahery (Grande Camera, 15/12/2011) e Schatschaschwili (15/12/2015)

    Giurisprudenza che indica le garanzie richieste per l'uso probatorio di dichiarazioni non rese in contraddittorio; la Cassazione ha richiamato tali principi ma ha anche spiegato come, ove vi sia consenso informato delle parti e adeguato vaglio di credibilità, le dichiarazioni predibattimentali possano essere utilizzate.

  • Cassazione, Sez. 2, n. 22 del 24/11/2021 (Poppi)

    Precedente interno che conferma la possibilità che le dichiarazioni predibattimentali acquisite con consenso costituiscano base determinante per la decisione quando la rinuncia sia consapevole e assistita da garanzie.

  • Cassazione, Sez. 2, n. 3116 del 12/01/2016 (Paolicchi)

    Principio secondo cui il delitto di rapina può integrarsi anche con dolo sopravvenuto durante gli atti di violenza, riaffermato dalla Corte nel caso in esame.

  • Giurisprudenza sul concetto di "doppia conforme" (es. Sez. U, n. 6682 del 04/02/1992, Musumeci)

    Concetto per cui le motivazioni di primo e secondo grado, quando concordi, formano un unico corpo argomentativo: la Cassazione non rientra nel merito se le corti di merito hanno spiegato logicamente le scelte probatorie.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni predibattimentali acquisite con il consenso delle parti possono essere utilizzate anche come base determinante per la condanna, purché la rinuncia al diritto di interrogare il testimone sia consapevole, informata e accompagnata da un adeguato vaglio di credibilità e/o da elementi corroboranti.
  • La rapina si integra non solo quando l'intenzione di impossessarsi della cosa esista prima della violenza, ma anche quando tale intenzione sopravvenga durante l'azione violenta (dolo concomitante o sopravvenuto).
  • La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito per una rivalutazione delle prove; per ottenere l'annullamento per difetto di motivazione è necessario dimostrare una illogicità manifesta o un errore giuridico, non una semplice lettura alternativa del materiale probatorio.
  • Quando le motivazioni di primo e secondo grado sono conformi ('doppia conforme'), la valutazione probatoria risulta rafforzata e il sindacato in Cassazione è limitato; deduzioni difensive non espressamente trattate possono ritenersi implicitamente respinte se incompatibili con la ricostruzione motivata dei fatti.
  • L'attenuante del danno di speciale tenuità richiede prova che il pregiudizio sia lievissimo sotto il profilo economico e degli effetti; la mera supposizione del basso valore del bene non è sufficiente.
  • Per contestare la recidiva occorre una censura specifica e argomentata sul conteggio o sulla applicazione delle norme relative alla recidiva; la mera riproposta di argomentazioni già esaminate in merito non è efficace in cassazione.

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