Cassazione Penale, Sentenza n. 11604/2022 del 30/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Firenze che aveva confermato la condanna per i reati previsti dagli artt. 10-bis e 10-ter del d.lgs. n. 74/2000 relativi agli omessi versamenti delle ritenute (187.494,23 euro, capo A) e dell'IVA (564.914 euro, capo B) riferiti all'anno d'imposta 2013. I motivi di ricorso erano due: (1) violazione della mancata applicazione della causa di non punibilita ex art. 45 c.p., deducendo che una crisi di liquidita - iniziata nel 2009 per l'inadempimento del principale cliente "Greco" e protrattasi fino al 2014 - rendeva non punibile l'omesso versamento; la difesa richiamava assoluzioni definitive per le annualita 2011 e 2012 per fatti analoghi; (2) vizio relativo all'elemento soggettivo: si contestava che mancasse il dolo richiesto, poiche la scelta di pagare altri debiti invece di quelli tributari derivava da una situazione di difficolta imprevedibile e non da una volonta evasiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi riproducessero questioni gia esaminate e adeguatamente motivate dalla Corte territoriale. Sul piano sostanziale, la Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui gli illeciti degli artt. 10-bis e 10-ter sono puniti a titolo di dolo generico: e sufficiente la consapevolezza di non versare le ritenute o l'IVA e il superamento della soglia di punibilita. La crisi di liquidita non esclude la colpevolezza se non e dimostrato che essa fosse imprevedibile, non imputabile all'agente e che siano state adottate tutte le misure idonee per reperire le risorse (compreso l'impiego di beni personali, ricorso al credito, azioni di riduzione dei costi o di affitto rami d'azienda). Nel caso concreto la Corte territoriale aveva accertato che la ricorrente era consapevole della perdurante crisi fin dal 2008, non aveva adottato misure idonee (la rinuncia agli emolumenti intervenne sostanzialmente solo il 31/12/2013 e per importi limitati), aveva incrementato il personale e proseguito politiche espansive e aveva preferito pagare altri creditori, fatti che compatibilmente indicano scelta gestionale e dolo e escludono la forza maggiore. Conseguentemente il ricorso e stato dichiarato inammissibile; la ricorrente e stata condannata al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria nella misura indicata nel dispositivo.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10-ter
La norma e punita a titolo di dolo generico: e sufficiente la consapevolezza di non versare all'Erario le ritenute o l'IVA e la conoscenza della soglia di punibilita; la presentazione della dichiarazione annuale e prova significativa del debito e quindi del dolo
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10-bis
Analogamente all'art. 10-ter, la crisi di liquidita non esclude di regola la colpevolezza se non ricorre l'esimente di impossibilita obiettiva e non imputabile; il giudice del merito deve valutare se sono state adottate tutte le misure idonee per adempiere
Norma sulla causa di non punibilita per stato di necessita o impossibilita assoluta di adempiere: invocata dalla difesa ma non riconosciuta perche non provata la non imputabilita della crisi e l'impossibilita di reperire le somme con tutte le misure possibili
codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. b)
Motivo di ricorso per cassazione riferito a violazione di norme di diritto; la Corte ha ritenuto i motivi reiterativi e non idonei a fondare la cassazione
codice di procedura penale, art. 616
Previsione applicata per la condanna alle spese del procedimento quando il ricorso e dichiarato inammissibile; la Corte ha inoltre disposto una sanzione pecuniaria ritenuta equa
Massime di principio
- Gli illeciti per omessi versamenti di ritenute e IVA ai sensi degli artt. 10-bis e 10-ter del d.lgs. 74/2000 sono puniti a titolo di dolo generico: per integrare il reato e sufficiente la consapevolezza di non adempiere e il superamento della soglia di punibilita
- La mera esistenza di una crisi di liquidita non esclude automaticamente la responsabilita penale: il contribuente deve allegare e provare che la crisi era imprevedibile, non imputabile e che ha posto in essere tutte le misure idonee per reperire le risorse necessarie (uso di beni personali, accesso al credito, storni contabili, riduzione dei costi, affitto o cessione di rami d'azienda, ecc.)
- Le condotte gestionali come il preferire il pagamento di altri creditori, l'espansione dell'attivita nonostante la carenza di liquidita o il crescere del personale senza giustificato equilibrio finanziario possono essere valutate dal giudice come elementi indicativi della volonta di non adempiere e quindi del dolo
- Assoluzioni per anni d'imposta precedenti non vincolano il giudice per anni successivi: ogni annualita e valutata in base alla specifica situazione fattuale e alle misure concretamente adottate per fronteggiare la crisi
- Chi intende invocare l'assenza di colpevolezza per impossibilita di adempiere ha l'onere processuale di allegare fatti precisi e di dimostrare che tutte le azioni possibili, anche gravose per il patrimonio personale, sono state tentate senza esito
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