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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31919/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per detenzione di cocaina ai fini di spaccio (16,670 kg) rinvenuta occultata nel bagagliaio di un'autovettura depositata nella sua autofficina. Deduce violazione di legge e travisamento delle prove: sostiene di essere estraneo, di non occuparsi della ruota di scorta e dunque di non poter conoscere lo stupefacente; contesta che la motivazione si limiti a deduzioni logiche (inverosimiglianza) e all'elevato valore della droga; sottolinea la sua incensuratezza, il lavoro stabile e il nucleo familiare come elementi che avrebbero reso possibile l'applicazione di misure meno afflittive.

La decisione

La Cassazione dichiara il ricorso fondato limitatamente alla scelta della misura cautelare e inammissibile nel resto. Conferma la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione agli elementi probatori (rinvenimento dell'autovettura nella officina, quantità di droga, rapporto di fiducia implicato dall'affidamento del veicolo, comportamento vago del ricorrente nell'indicare la macchina e conoscenza delle fattezze del coindagato). Tuttavia annulla l'ordinanza sul punto della misura cautelare perché la motivazione circa le esigenze cautelari è insufficiente: il Tribunale non ha indicato elementi concreti e certi che dimostrino l'inserimento del ricorrente nel circuito del narcotraffico né ha valutato l'inidoneità delle misure meno afflittive, né ha adeguatamente considerato l'incensuratezza, la stabile attività lavorativa e i legami familiari. Rinvia per nuovo giudizio al Tribunale di Brescia ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come articolo relativo alla partecipazione al reato (concorso di persone); la Corte non entra nel merito dell'applicazione ma lo indica come riferimento per il reato pluricomponente contestato.

  • art. 73 T.U. stupefacenti

    Norma che punisce la produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti; il fatto è qualificato come detenzione a fini di spaccio.

  • art. 80, comma 2, T.U. stupefacenti

    Richiamata l'aggravante per la rilevante quantità di stupefacente (valutata nella motivazione come elemento rafforzativo degli indizi).

  • art. 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.

    Richiesto per delimitare i motivi dedotti in cassazione nei limiti necessari per la motivazione; la Corte ricorda i limiti del sindacato in Cassazione sulle decisioni di merito.

  • art. 275, terzo comma, cod. proc. pen.

    Richiama il principio secondo cui la custodia cautelare in carcere va disposta solo quando le altre misure coercitive risultino inidonee; la Corte censura l'assenza di valutazione comparativa con misure meno afflittive.

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma utilizzata per il rinvio del giudizio al Tribunale competente per riesaminare la scelta della misura cautelare.

Massime di principio

  • La conferma di gravi indizi in materia di stupefacenti può poggiare anche su elementi indiziari indiretti: luogo del rinvenimento, ingente quantità e comportamento ambiguo dell'indagato concorrono a formare un quadro indiziario consistente.
  • Tuttavia, l'applicazione della custodia cautelare in carcere richiede una motivazione specifica e concreta sulle esigenze cautelari: non basta affermare l'inserimento dell'indagato nel circuito criminale; il giudice deve indicare elementi certi e valutare esplicitamente l'inadeguatezza di misure meno afflittive.
  • Lo status personale dell'indagato (incensuratezza, lavoro stabile, legami familiari) va considerato nel bilanciamento delle esigenze cautelari e può rendere preferibile l'adozione di misure alternative, salvo mostrare perché risultino inefficaci.
  • Il sindacato di legittimità in Cassazione sulle decisioni del riesame è limitato: la Corte verifica l'adeguatezza e la logicità della motivazione ma non sostituisce la valutazione di merito; censure generiche o di merito senza specifici profili di illegittimità sono inammissibili.
  • Nelle ipotesi in cui la motivazione sulle esigenze cautelari sia carente, la Cassazione può annullare e rinviare soltanto sulla determinazione della misura, confermando invece la valutazione sugli indizi se adeguatamente motivata.

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