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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35940/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava la nullità e il difetto di motivazione della sentenza d'appello in ordine alla contraffazione dei beni sequestrati: il verbale di sequestro non descriveva gli orologi né indicava confezioni o documentazione di provenienza; l'annotazione di polizia giudiziaria parlava di prodotti 'presumibilmente' contraffatti e non furono eseguiti ulteriori accertamenti tecnici. Si deduceva che la Corte d'Appello avesse riformato l'assoluzione del GIP senza fornire la motivazione 'rafforzata' richiesta quando si ribalta un giudizio di proscioglimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo le censure manifestamente infondate. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse adeguatamente motivato la riforma indicando ragioni 'rafforzate' basate su plurimi elementi (modalità di detenzione in borsone, mancanza di documentazione di provenienza, assenza di confezionamento originale, valore degli oggetti incompatibile con le modeste condizioni economiche dell'imputato) e che l'onere di allegare elementi contrari spettasse al ricorrente. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sulla ricettazione: la Corte d'appello ha qualificato i fatti come ricettazione di cose provenienti da contraffazione, desumendo la provenienza delittuosa sulla base degli elementi probatori e indiziari raccolti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende: la Corte di Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento di Euro 3.000 ai sensi di tale disposizione

  • art. 23 comma 8 DL 137/2020

    Norma procedurale cui il Procuratore Generale ha fatto riferimento per la trasmissione della requisitoria scritta; il PG ha concluso per l'inammissibilità del ricorso in base a quanto previsto

Massime di principio

  • Il giudice d'appello che riforma l'assoluzione deve fornire una motivazione 'rafforzata' che spieghi in modo compiuto perché la stessa prova assume diversa valenza rispetto al primo grado
  • La dicitura 'presumibilmente' in un'annotazione di PG giustifica l'adozione di atti investigativi (sequestro, denuncia) e non impedisce al giudice di valutare, alla luce di ulteriori elementi, la sussistenza della contraffazione
  • Elementi indiziari come la modalità di detenzione (es. beni trasportati in borsone), l'assenza di documentazione di provenienza, la mancanza di confezionamento originale e la sproporzione tra valore dei beni e condizioni economiche dell'imputato possono legittimamente fondare la conclusione sulla natura contraffatta e sulla ricettazione
  • È onere dell'imputato, una volta che l'accusa abbia fornito indizi rilevanti, allegare e provare elementi concreti e oggettivi a sostegno della tesi difensiva, in ragione della 'vicinanza della prova'
  • La carenza descrittiva nel verbale di sequestro non è automaticamente decisiva: se l'insieme delle risultanze processuali è idoneo a comprovare la contraffazione, la valutazione può essere ritenuta sufficiente
  • Ricorsi che si limitano a chiedere una diversa valutazione del medesimo materiale probatorio, senza individuare profili di illegittimità seri e specifici, possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e ammende procedurali

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