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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18659/2022 del 09/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (professionista)

La controversia

Il ricorrente aveva convenuto in giudizio il proprio difensore chiedendo il risarcimento dei danni asseritamente derivati da colpa professionale, dedotta nella mancata notificazione tempestiva di un atto di appello. Il Tribunale aveva rigettato la domanda e la Corte d'appello aveva confermato il rigetto. In cassazione, con un unico motivo, il ricorrente ha denunciato violazione dell'art. 360, n. 5, c.p.c., sostenendo che la Corte territoriale avrebbe omesso di valutare un fatto decisivo: la mancata indicazione, nella lettera di accompagnamento dell'atto trasmesso al codifensore territorialmente competente, dell'estrema urgenza della notifica, essendo il termine in scadenza nei due giorni successivi. La parte resistente ha eccepito l'inammissibilità del ricorso e depositato controricorso e memoria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato, in sintesi, che il ricorso non sintetizzava le motivazioni della sentenza impugnata, in violazione degli artt. 366, nn. 3 e 6, c.p.c.; non trascriveva il contenuto della lettera asseritamente decisiva; era inoltre precluso dall'art. 348-ter, comma 5, c.p.c. per la presenza di doppia conforme, senza indicazione delle diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito. La Corte ha anche osservato che la censura mirava in sostanza a una rivalutazione del materiale istruttorio e delle circostanze fattuali, attività non consentita in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame può essere dedotto solo nei limiti consentiti dal giudizio di legittimità e non può tradursi in una richiesta di rivalutazione del merito o delle prove.

  • art. 366, nn. 3 e 6, c.p.c.

    Il ricorso deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti e la specifica indicazione degli atti e documenti rilevanti; la loro mancanza rende il motivo aspecifico e inammissibile.

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    In caso di doppia conforme, il ricorrente deve indicare le diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito; in difetto, il motivo è inammissibile.

  • art. 380-bis c.p.c.

    È richiamata la proposta del relatore nel procedimento camerale non partecipato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di inammissibilità del ricorso, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione è necessario che i motivi siano specifici e autosufficienti: occorre riassumere le rationes decidendi della sentenza impugnata e indicare con precisione gli atti o documenti su cui la censura si fonda.
  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio o una diversa ricostruzione dei fatti di causa.
  • Quando vi è doppia conforme tra primo e secondo grado, il ricorrente deve confrontarsi con entrambe le decisioni e indicare le diverse ragioni di fatto poste a base dei due giudizi, altrimenti il motivo è inammissibile.
  • In sede di legittimità non è consentito introdurre questioni nuove né censurare ragioni decisorie non specificamente attaccate nel ricorso.
  • La mancanza di trascrizione del documento o del fatto documentale ritenuto decisivo impedisce alla Corte di verificare la fondatezza della censura e conduce all'inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResponsabilità professionale
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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