Cassazione Penale, Sentenza n. 13448/2022 del 07/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta morte del ricorrente (decesso in data 1/11/2021), avvenuta dopo la proposizione dell'impugnazione. Pertanto non è stata pronunciata alcuna decisione nel merito dei motivi dedotti; il procedimento di impugnazione è stato estinto e il ricorso dichiarato improcedibile con decisione del 03/02/2022.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Si impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Milano che, accogliendo parzialmente l'appello del P.M., aveva disposto il sequestro preventivo di euro 3.952.500,00 nei confronti di Orazio Trifone. L'accusa, connessa al fallimento della STF s.p.a., ipotizzava plurime distrazioni e trasferimenti di denaro (complessivamente milioni di euro) a beneficio di soci e società riconducibili agli indagati, configurando bancarotta fraudolenta patrimoniale. Il Giudice per le indagini preliminari aveva respinto il sequestro per insufficiente prova del nesso pertinenziale e per assenza del periculum in mora; il Tribunale del riesame aveva invece ricostruito e quantificato una somma coerente con la distrazione riconducibile a ciascun concorrente. Il ricorrente ha dedotto quattro motivi: 1) carenza o mera apparenza della motivazione riguardo al periculum in mora; 2) carenza o mera apparenza della motivazione circa il nesso pertinenziale e la mancata individuazione del vantaggio effettivo per il singolo concorrente; 3) violazione degli artt. 240 c.p. e 321 c.p.p.; 4) violazione degli artt. 322-bis, comma 2, e 310 c.p.p. relativi all'immediata esecuzione dell'ordinanza del riesame.
Norme richiamate
norma richiamata per la formulazione dei motivi di ricorso in cassazione (vizi di motivazione e violazione di norme), qui usata per inquadrare le censure mosse dal ricorrente
norma sostanziale relativa al reato di bancarotta; il ricorrente ne denunciava la violazione nella contestazione dei fatti (censura non esaminata nel merito a causa dell'improcedibilità)
richiamato dal ricorrente in relazione a presunte illegittimità procedurali circa le misure cautelari, ma la Corte non è entrata nel merito per sopravvenuta morte
norma rilevante in tema di esecutività delle ordinanze cautelari; il ricorrente contestava l'immediata esecuzione disposta dal Tribunale del riesame
norma sul sequestro preventivo e sulle condizioni per la sua applicazione, richiamata nella censura relativa all'immediata esecuzione
Massime di principio
- La sopravvenuta morte del ricorrente dopo la proposizione dell'impugnazione determina l'improcedibilità dell'appello/ricorso: il giudice dell'impugnazione deve dichiarare l'improcedibilità e non può valutare il merito.
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta richiede l'accertamento del nesso pertinenziale tra gli specifici beni e il reato; in caso di concorso tra più soggetti occorre provare l'effettivo vantaggio conseguito dal singolo per poter sequestrare somme a suo carico.
- La sussistenza del periculum in mora è requisito necessario per il sequestro preventivo: l'assenza di elementi che facciano ritenere rischio di dispersione o alterazione del bene può impedire la misura cautelare.
- Il giudice del riesame, quando modifica la decisione del GIP, deve motivare in modo specifico e confrontarsi con le ragioni che avevano portato alla diversa valutazione (in particolare su nesso pertinenziale e periculum); la mera descrizione dei flussi contabili senza precisazioni temporali e sull'effettivo profitto per ciascun indagato può non essere sufficiente.
- L'ordine di immediata esecuzione di ordinanze cautelari deve essere conforme alle norme procedurali (es. art. 322-bis c.p.p.) e può essere oggetto di censura se ritenuta irragionevole o priva dei presupposti normativi.
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