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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13179/2022 del 07/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava l'ordinanza che aveva confermato l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per 2 anni, denunciando (1) difetto di motivazione sulla sussistenza del mandato omicidiario: si sosteneva che la distanza temporale tra l'accordo e gli arresti rendesse l'accordo astratto; (2) difetto di motivazione sulla attualità della pericolosità sociale, sostenendo che la controversia civilistica era stata risolta transattivamente e ciò avrebbe escluso la perdurante pericolosità.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso come infondato. Ha ritenuto corretti e sufficientemente motivati i giudizi di merito che avevano accertato: l'esistenza di un accordo criminoso con i Gebbia (padre e figlio) come mandanti dell'omicidio programmato di Giuseppe Coscino, comprovato da intercettazioni, incontri, pianificazione, sopralluoghi e dal fermo di uno degli esecutori pochi giorni dopo l'accordo; l'attuale pericolosità del ricorrente in ragione delle modalità del fatto, del contatto con esponenti della criminalità organizzata e del movente economico legato alla successione. Di conseguenza il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 579 cod. proc. pen. e art. 680 cod. proc. pen.

    citati nel provvedimento come norme che individuano il giudice competente per i motivi di impugnazione

    utilizzati per definire la competenza del Tribunale di sorveglianza quale giudice degli appelli ex artt. 579 e 680 c.p.p.; la Corte ha giudicato correttamente esercitata la cognizione del tribunale di sorveglianza

  • misura di sicurezza: libertà vigilata

    la misura è stata ritenuta applicabile in presenza di accertata responsabilità come mandante e di pericolosità sociale attuale, valutata sulle modalità del fatto, sui contatti con la criminalità organizzata e sul movente economico

  • art. 616 cod. proc. pen.

    è stato richiamato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La mera distanza temporale tra l'accordo criminoso e l'arresto degli esecutori non è di per sé sufficiente a qualificare l'accordo come astratto: vanno valutati gli atti successivi (sopralluoghi, pianificazione, incontri intercettati, fermi) che dimostrano l'inizio della fase esecutiva
  • La sopravvenuta transazione della controversia civile non elimina automaticamente la valutazione di pericolosità sociale: il giudice valuta l'attualità della pericolosità rispetto alle modalità del reato, ai legami con organizzazioni criminali e al movente
  • Per impugnare con successo la valutazione della pericolosità occorre indicare specifiche carenze motivazionali nei provvedimenti di merito; argomentazioni generiche o nuove circostanze non valorizzate in appello difficilmente ottengono accoglimento in cassazione
  • Le intercettazioni, i colloqui pianificatori, i sopralluoghi e il comportamento degli esecutori sono elementi fattuali determinanti per la conferma di una misura di sicurezza basata sulla pericolosità
  • Il ricorrente che propone cassazione contro provvedimenti che confermano misure di sicurezza rischia la condanna alle spese se il motivo è ritenuto infondato ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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