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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13177/2022 del 07/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ruggerini impugnava in cassazione l'ordinanza del Tribunale di Cosenza che aveva dichiarato inammissibile il suo gravame avverso il rigetto, da parte del Tribunale di Paola, dell'istanza di esibizione della documentazione tratta dal sequestro probatorio del 28/09/2017. Il ricorrente sosteneva che l'esibizione dei documenti fosse necessaria per l'effettivo esercizio del diritto di difesa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Ha ritenuto applicabile il termine perentorio di 10 giorni previsto dall'art. 311 c.p.p. per il ricorso avverso provvedimenti del Tribunale del riesame o dell'appello cautelare e ha richiamato l'orientamento delle Sezioni unite secondo cui il deposito deve avvenire esclusivamente presso la cancelleria del Tribunale che ha emesso il provvedimento. Il ricorso, depositato dal ricorrente presso il Tribunale di Paola il 27/09/2021, è pervenuto alla cancelleria del Tribunale di Cosenza il 29/09/2021, oltre il termine; perciò è stato dichiarato immediatamente inammissibile. In applicazione dell'art. 616 c.p.p. il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine per proporre il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti del Tribunale del riesame o dell'appello cautelare (10 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'avviso di deposito). La Corte interpreta il termine come perentorio e rileva che la presentazione deve avvenire presso la cancelleria del Tribunale che ha emesso il provvedimento.

  • Corte di cassazione, Sezioni unite penali, 14 gennaio 2021, n. 1626 (giurisprudenza)

    Precisa che il deposito del ricorso deve essere fatto esclusivamente presso la cancelleria del Tribunale che ha emesso la decisione; la data rilevante per la tempestività è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente a riceverlo. Il deposito presso ufficio diverso comporta il rischio di inammissibilità per tardività.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile.

Massime di principio

  • I ricorsi per cassazione contro provvedimenti del Tribunale del riesame o dell'appello cautelare devono essere proposti entro 10 giorni dalla comunicazione/notificazione dell'avviso di deposito; il termine è perentorio: il mancato rispetto comporta inammissibilità.
  • Il deposito del ricorso deve essere effettuato presso la cancelleria del Tribunale che ha emesso il provvedimento; depositarlo altrove può far decorrere il termine in modo tale da rendere tardiva la impugnazione.
  • La tempestività si valuta sulla data di pervenimento dell'atto all'ufficio competente, non sulla data di consegna al difensore o ad altro ufficio.
  • Quando si contesta il diniego di esibizione di documenti indispensabili per la difesa, va valutata la possibilità di impugnare l'atto nel mezzo processuale corretto o di far valere l'eccezione unitamente alla decisione finale se l'ordinanza non è autonomamente impugnabile.
  • La violazione formale dei termini processuali può comportare, oltre all'inammissibilità, sanzioni pecuniarie (spese e somme alla Cassa delle ammende); è quindi fondamentale curare modalità e luogo del deposito.

Testo integrale

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