Cassazione Civile, Ordinanza n. 24961/2025 del 10/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (espropriato)
La controversia
Il proprietario di un fondo composto da un fabbricato rurale e da terreni inseriti nel PRG in zona F4 ha agito per ottenere la corretta determinazione dell'indennità di espropriazione e dell'indennità dovuta per l'occupazione legittima. La controversia nasce da un procedimento espropriativo avviato dal Comune per la riqualificazione urbanistica e ambientale dell'area del Cillarese: in primo grado la Corte d'appello aveva liquidato le indennità, qualificando i terreni come inedificabili e assimilabili ad agricoli, ma la Cassazione, nel precedente giudizio, aveva cassato la decisione solo sul punto della quantificazione, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2011. In sede di rinvio la Corte d'appello ha rideterminato l'indennità applicando il valore venale pieno, ma con una motivazione che il ricorrente ha censurato come apparente e contraddittoria. Con il ricorso per cassazione ha dedotto: 1) nullità della sentenza per difetto assoluto di motivazione, perché il giudice di rinvio avrebbe aderito acriticamente alla CTU senza rispondere alle puntuali critiche del consulente di parte; 2) violazione degli artt. 384 e 392 c.p.c., sostenendo che il giudice di rinvio fosse vincolato a usare il criterio sintetico-comparativo e a valutare tutti gli atti di comparazione prodotti; 3) omesso esame di fatti decisivi relativi agli atti comparativi; 4) violazione delle norme in tema di determinazione dell'indennità dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 181/2011 e dei principi sul vincolo di rinvio; 5) omesso esame del fatto relativo all'asserita inefficacia di un vincolo PAI che avrebbe inciso sul valore dell'area.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo la motivazione della sentenza di rinvio meramente apparente: il giudice territoriale non ha dato conto delle specifiche contestazioni mosse alla CTU, né ha spiegato in modo intellegibile perché abbia aderito alle conclusioni del consulente d'ufficio, il quale aveva tra l'altro mutato criterio di stima senza confutare i rilievi di parte. Ha invece rigettato il secondo motivo, escludendo che vi fosse un giudicato interno o un vincolo processuale che imponesse l'uso esclusivo del criterio sintetico-comparativo, poiché nella precedente cassazione era stato soltanto affermato che il valore andava determinato al valore di mercato, tenendo conto della natura inedificabile delle aree, senza imporre un metodo unico di stima. Il testo fornito si interrompe prima della parte finale sul dispositivo; per quanto emerge, la decisione è di cassazione della sentenza impugnata sul primo motivo, con rigetto del secondo, mentre i restanti motivi non risultano valutabili integralmente dal frammento disponibile.
Norme richiamate
art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
La mancanza di una motivazione effettiva e non meramente apparente determina nullità della sentenza.
La motivazione deve consentire di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice.
art. 111, comma 6, Cost.
Il provvedimento giurisdizionale deve essere motivato in modo sufficiente e intelligibile.
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
Il vizio di nullità della sentenza per difetto di motivazione apparente è deducibile in cassazione.
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
Le omissioni nell'esame di fatti decisivi o le carenze motivazionali rilevanti possono essere denunciate nei limiti consentiti dalla norma.
Il giudice di rinvio deve attenersi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione, ma solo nei limiti effettivamente fissati dalla precedente pronuncia.
Il giudizio di rinvio prosegue nel perimetro tracciato dalla cassazione, senza che ciò comporti l'automatica cristallizzazione di specifici criteri valutativi non imposti dalla sentenza rescindente.
art. 37 d.P.R. n. 327 del 2001
Richiamato dal ricorrente per la disciplina dell'indennità espropriativa dopo la declaratoria di incostituzionalità dei criteri tabellari esclusivi.
art. 40 d.P.R. n. 327 del 2001
Richiamato dal ricorrente in relazione alla determinazione dell'indennità per aree non edificabili.
Richiamato per contestare l'applicazione del valore agricolo medio tabellare.
art. 19, comma 2, L.R. Puglia 22 febbraio 2005, n. 3
Invocato per sostenere la qualificazione urbanistica delle aree ai fini indennitari.
art. 1 Protocollo Addizionale CEDU
Richiamato dal ricorrente a sostegno della corretta determinazione dell'indennizzo in caso di espropriazione.
art. 39 L. 25 giugno 1865, n. 2359
Richiamato dal ricorrente quale criterio generale di indennizzo espropriativo.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Usato per denunciare violazioni di legge e del principio di diritto in sede di legittimità.
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
Usato per denunciare omesso esame di fatti decisivi e vizi motivazionali.
Massime di principio
- Quando una consulenza tecnica d'ufficio è oggetto di critiche specifiche e puntuali da parte del consulente di parte, il giudice che vi aderisca deve spiegare in sentenza le ragioni del proprio convincimento; non basta un richiamo acritico alle conclusioni peritali.
- La motivazione è solo apparente, e quindi nulla, se il giudice utilizza formule assertive o passaggi tecnici incomprensibili senza dare conto del percorso logico seguito e delle obiezioni mosse dalle parti.
- Nel giudizio di rinvio, il principio di diritto fissato dalla Cassazione vincola il giudice solo nei limiti effettivamente enunciati dalla sentenza rescindente; non può desumersi un obbligo di adottare un determinato metodo di stima se la precedente decisione ha soltanto richiesto la corretta applicazione del valore di mercato.
- L'accertamento della natura edificabile o non edificabile del bene e la scelta del criterio estimativo sono questioni distinte: il giudice deve rispettare il perimetro giuridico del bene ma può utilizzare, tra i metodi tecnicamente pertinenti, quello più adeguato purché lo motivi in modo intelligibile.
- In tema di indennità di espropriazione, l'adesione al consulente d'ufficio richiede una verifica critica effettiva quando l'elaborato peritale presenti mutamenti di metodo o passaggi matematici non spiegati, soprattutto se le parti contestano la coerenza della stima.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 10 set 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 24936/2025 del 10/09/2025
- ordinanza_civile · 10 set 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 24940/2025 del 10/09/2025
- ordinanza_civile · 10 set 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 24941/2025 del 10/09/2025
- ordinanza_civile · 10 set 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 24947/2025 del 10/09/2025
- ordinanza_civile · 10 set 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 24955/2025 del 10/09/2025
- ordinanza_civile · 10 set 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 24957/2025 del 10/09/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →