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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06325/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di appello resa in sede esecutiva, con cui era stata esclusa l'applicazione del vincolo della continuazione tra due sentenze di condanna riferite a fattispecie associative di tipo mafioso. La questione riguardava dunque il riconoscimento della continuazione ex art. 81, secondo comma, c.p. tra reati ritenuti espressione di un medesimo disegno criminoso. Il ricorso deduceva vizi di motivazione e violazione di legge, sostenendo in sostanza che gli elementi valorizzati dal giudice dell'esecuzione non sarebbero stati idonei a escludere l'originaria unitarietà del programma criminoso. La Corte di cassazione ha però rilevato che il giudice dell'esecuzione aveva motivato in modo congruo sulla diversità dei sodalizi camorristici coinvolti nelle due condanne, sulla diversa progettualità criminale e sulla eterogeneità degli scopi perseguiti e della composizione soggettiva delle associazioni. Il ricorso è stato ritenuto meramente confutativo e privo dell'indicazione dello scopo unitario delle condotte criminose sin dall'origine, così da non scalfire la ratio dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato l'impostazione del giudice dell'esecuzione secondo cui non ricorrevano i presupposti per riconoscere la continuazione tra le due condanne per associazione mafiosa, poiché mancava un riconoscibile originario disegno criminoso e risultavano invece la diversità dei sodalizi, delle finalità perseguite e della compagine soggettiva. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    identità del disegno criminoso

    La continuazione richiede che l'agente abbia previamente rappresentato e unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non basta un generico programma di vita delinquenziale, né la mera propensione a delinquere. Anche in sede esecutiva occorre verificare concreti indicatori dell'unitarietà del disegno, come omogeneità, contiguità temporale, modalità della condotta e sistematicità, restando l'apprezzamento di tali indici rimesso al giudice di merito se motivato in modo congruo.

  • art. 616 c.p.p.

    somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione occorre la prova di un originario e unitario disegno criminoso, già esistente al momento della commissione del primo reato, non essendo sufficiente un generico programma di vita delinquenziale.
  • In sede esecutiva il giudice deve verificare la presenza di concreti indici dell'unitarietà del disegno criminoso, come identità o omogeneità dei reati, contiguità temporale, analogia del modus operandi, contesto unitario e costante partecipazione dei medesimi soggetti.
  • L'esistenza del medesimo disegno criminoso è rimessa all'apprezzamento del giudice di merito e non è censurabile in cassazione se sorretta da motivazione adeguata, congrua e non manifestamente illogica.
  • Il ricorrente che contesta il diniego della continuazione deve indicare specificamente quale sarebbe stato lo scopo unitario originario delle condotte, non essendo sufficiente una critica meramente assertiva o confutativa delle argomentazioni del giudice di merito.
  • Quando il giudice esclude la continuazione per diversità dei sodalizi, delle finalità e della composizione soggettiva delle associazioni, tale valutazione integra una ragione autonoma e sufficiente per negare l'unicità del disegno criminoso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContinuazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazionePrescrizione del reato

Testo integrale

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