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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16298/2026 del 06/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Cosenza, censurandone la motivazione come mancante, contraddittoria e manifestamente illogica. Il motivo del ricorso verteva sul fatto che il giudice di merito avrebbe erroneamente omesso di attribuire valore probatorio al verbale di contestazione amministrativa del 16 agosto 2021 (prodotto dal P.M. il 19 marzo 2025), che il ricorrente riteneva idoneo a dimostrare la recidiva biennale nella guida senza patente e dunque a escludere la depenalizzazione del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che, in tema di guida senza patente, per integrare la recidiva biennale (ai fini dell'esclusione della depenalizzazione) non è sufficiente la mera contestazione amministrativa: è necessario il definitivo accertamento della precedente violazione. Pur potendo la prova della definitività essere data anche da elementi di sicuro valore probatorio quando il destinatario non deduca di aver impugnato la sanzione o richiesto l'oblazione, nel caso di specie il Tribunale aveva correttamente rilevato l'assenza di accertamenti concreti volti a verificare la pendenza di ricorsi o la definitività del verbale del 16 agosto 2021. Pertanto non è stato provato oltre ogni ragionevole dubbio l'elemento della reiterazione entro il biennio e l'assoluzione è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 116, commi 15 e 17, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    Norma del Codice della strada contestata in relazione alla guida senza patente; disciplina la fattispecie penale contestata all'imputato.

  • art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8

    Regola la depenalizzazione di alcune fattispecie e stabilisce che per escludere la depenalizzazione mediante l'accertamento della recidiva nel biennio è necessario il definitivo accertamento della violazione precedente; la mera contestazione amministrativa non è sufficiente se non dimostrata la definitività.

  • art. 550, commi 1 e 2, cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare che la sentenza di proscioglimento nelle contravvenzioni per le quali è prevista la citazione diretta è soggetta a scrutinio e per i profili relativi all'impugnabilità da parte del pubblico ministero (con successiva modifica normativa).

  • art. 593 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in connessione con la rimessione in Cassazione delle sentenze di proscioglimento per talune contravvenzioni.

  • art. 2, comma 1, lett. p) L. 9 agosto 2024, n. 114

    "il pubblico ministero non può appellare contro le sentenze di proscioglimento per i reati di cui all'art. 550, commi 1 e 2"

    Modifica la possibilità di impugnazione da parte del pubblico ministero delle sentenze di proscioglimento in relazione ai reati disciplinati dall'art. 550 c.p.p., limitando l'appellabilità da parte del P.M. rispetto alla formulazione previgente.

Massime di principio

  • Per far valere la recidiva biennale in materia di guida senza patente non è sufficiente produrre il solo verbale di contestazione: è necessario dimostrare la definitività della precedente sanzione o fornire elementi di sicuro valore probatorio che, in assenza di contestazioni da parte dell'interessato, consentano di ritenere la violazione precedente definitiva.
  • L'onere della prova della definitività della precedente constatazione amministrativa grava sull'accusa; la produzione del verbale può essere sufficiente solo se il destinatario non deduca di aver impugnato la sanzione o chiesto oblazione non respinta.
  • Il giudice di merito deve attivarsi (o valutare la mancanza di atti di impugnazione) per accertare concretamente l'esistenza di ricorsi o procedure in corso che incidano sulla definitività della contestazione amministrativa.
  • In casi analoghi il difensore può neutralizzare il valore probatorio del verbale amministrativo deducendo e documentando l'esistenza di impugnazioni, richieste di oblazione o altre cause che impediscano la definitività della sanzione; in mancanza di tali deduzioni, il PM dovrebbe fornire elementi probatori aggiuntivi della definitività.
  • Prima di proporre impugnazioni da parte del pubblico ministero in materia di proscioglimento, occorre verificare la normativa vigente circa i limiti alla impugnabilità da parte del P.M. (anche alla luce delle modifiche legislative recenti).

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