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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10747/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

Un medico di famiglia aveva chiesto il rimborso dell’IRAP versata per più annualità, sostenendo di aver svolto l’attività senza autonoma organizzazione e quindi di non essere soggetto passivo dell’imposta. La domanda era stata respinta in appello per difetto di prova, in particolare perché non risultava dimostrato il regime concreto del rapporto con il personale presente nello studio medico e la riconducibilità dell’attività a una mera medicina di gruppo priva del requisito organizzativo. Con l’unico motivo di ricorso per cassazione il contribuente ha denunciato, formalmente, violazione di legge e omesso esame di fatto decisivo, deducendo che la CTR non avrebbe considerato la documentazione già prodotta sin dal primo grado: dichiarazioni dei redditi, modesti costi per beni strumentali, spese per servizi professionali altrui e per la locazione dell’immobile, elementi che avrebbero dovuto escludere l’autonoma organizzazione. Ha inoltre sostenuto che i medici di base convenzionati col SSN, nella specie, non sarebbero soggetti a IRAP. L’Agenzia ha resistito, evidenziando l’incongruenza tra i costi indicati e i redditi dei dipendenti e la mancata prova del carattere meramente pro quota e limitato delle retribuzioni del personale.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la doglianza fosse, in sostanza, un motivo ex art. 360 n. 5 c.p.c. per omesso esame di fatto decisivo, ma ha escluso che i fatti indicati fossero stati realmente trascurati dalla sentenza impugnata o che fossero decisivi: si trattava di elementi già valutati nel giudizio di rinvio e comunque non idonei a superare la valutazione di carenza probatoria circa l’assenza di autonoma organizzazione. La Corte ha quindi confermato la decisione di merito che negava il rimborso IRAP e ha condannato il ricorrente alle spese, dando atto altresì dei presupposti per il contributo unificato დამატivo.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3

    Richiamato solo come qualificazione formale del motivo, ma la censura è stata ricondotta dalla Corte alla diversa prospettiva dell’omesso esame di fatto decisivo.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5

    La Corte ha ritenuto che il motivo, pur formulato anche come violazione di legge, si risolvesse in una doglianza di omesso esame di un fatto controverso e decisivo; nel caso concreto tale requisito è mancato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stata attestata la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228 del 2012

    Richiamato quale norma che ha inserito il comma 1-quater nell’art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione, la deduzione di omesso esame di un fatto decisivo richiede l’indicazione di un fatto storico realmente trascurato dal giudice di merito e dotato di decisività; non è sufficiente prospettare una mera diversa lettura delle prove già esaminate.
  • Quando la censura mira, in realtà, a contestare la valutazione delle risultanze istruttorie compiuta dal giudice di merito, il motivo non può essere accolto se gli elementi invocati erano già stati considerati nel giudizio e non introducono dati nuovi e decisivi.
  • In tema di rimborso IRAP per il professionista sanitario, incombe sul contribuente l’onere di provare tutti i presupposti del diritto alla ripetizione, compresa l’insussistenza dell’autonoma organizzazione secondo la concreta modalità di esercizio dell’attività.
  • La prova dell’assenza di autonoma organizzazione non può ritenersi raggiunta con la sola indicazione di costi modesti o con dati contabili isolati, ove permanga incertezza sul reale apporto di personale e sulle concrete modalità di organizzazione dello studio.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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