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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10758/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (avvocato)

La controversia

Nel giudizio di legittimità era stata pronunciata un'ordinanza che accoglieva il ricorso straordinario della parte assistita dal difensore ricorrente, ma nel dispositivo era stata omessa la pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese processuali in favore dell'avvocato, richiesta che risultava essere stata formulata espressamente nel ricorso originario ai sensi dell'art. 93 c.p.c. Il difensore ha quindi proposto istanza di correzione di errore materiale ex artt. 287, 288 e 391-bis c.p.c., chiedendo l'integrazione del dispositivo dell'ordinanza precedente con l'indicazione della distrazione delle spese in suo favore. Le parti intimate non hanno svolto difese nel procedimento di correzione.

La decisione

La Corte ha ritenuto manifestamente fondato il ricorso: ha affermato che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese è emendabile mediante il procedimento di correzione degli errori materiali e che il difensore è legittimato a proporre l'istanza se la richiesta era stata formulata nel giudizio definito dall'ordinanza da correggere. Ha quindi disposto la correzione del dispositivo dell'ordinanza n. 19580/2022, inserendo, dopo il riferimento al rimborso forfettario delle spese generali, la formula "con distrazione in favore dell'Avv. Angelo Falco ex art. 93 c.p.c.". La Corte ha inoltre ricordato che nel procedimento di correzione degli errori materiali non è ammessa alcuna pronuncia sulle spese processuali del procedimento stesso.

Norme richiamate

  • art. 287 c.p.c.

    è utilizzabile per correggere l'omessa indicazione nel dispositivo quando si tratta di errore materiale o di omissione emendabile senza incidere sul contenuto sostanziale della decisione

  • art. 288 c.p.c.

    concorre a regolare il procedimento di correzione degli errori materiali

  • art. 391-bis c.p.c.

    consente la correzione degli errori materiali anche nei provvedimenti della Corte di cassazione

  • art. 93 c.p.c.

    legittima la distrazione delle spese in favore del difensore che ne abbia fatto richiesta nel giudizio definito dal provvedimento

  • art. 111, comma 7, Cost.

    indicato solo quale base del ricorso straordinario definito con l'ordinanza da correggere

Massime di principio

  • L'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese, quando la domanda sia stata ritualmente proposta nel giudizio definito dal provvedimento, integra un errore materiale correggibile mediante il procedimento di cui agli artt. 287, 288 e 391-bis c.p.c.
  • Il difensore è legittimato a proporre l'istanza di correzione dell'errore materiale relativa alla distrazione delle spese se nel corso del giudizio aveva formulato una specifica richiesta ex art. 93 c.p.c.
  • Nel procedimento di correzione degli errori materiali non può essere adottata una pronuncia sulle spese processuali del procedimento medesimo.
  • Ai fini della distrazione, è sufficiente che dalla domanda originaria risulti chiaramente la richiesta di condanna del soccombente al pagamento delle spese con distrazione in favore del difensore; l'integrazione del dispositivo serve solo a rendere esplicito un contenuto già richiesto e omesso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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