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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13842/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di cui all'art. 416-ter c.p.; i difensori hanno denunciato carenza e contraddittorietà della motivazione in ordine ai gravi indizi di colpevolezza e alle esigenze cautelari, rilevando che i fatti riportati riguardano in massima parte soggetti diversi; dedotta la violazione del divieto di ne bis in idem in relazione alla contestazione già formulata di 416-bis; sostenuto che le condotte attribuite (interessarsi per assunzioni, attività politica di raccomandazione) costituiscono esercizio di attività politica e non integrano lo scambio elettorale politico-mafioso in assenza di promessa di utilità immediatamente monetizzabile o di un impegno specifico e vincolante del politico.

La decisione

Il ricorso è stato parzialmente accolto: la Corte ha ritenuto fondato il vizio di motivazione in relazione alla nozione di "qualunque altra utilità" prevista dall'art. 416-ter c.p. e alla valutazione delle condotte contestate. La Corte ha chiarito che, dopo le riforme legislative, l'espressione "qualunque altra utilità" comprende vantaggi patrimoniali o non patrimoniali; tuttavia ha stabilito che una generica e indeterminata promessa di "interessarsi" non è sufficiente a configurare la promessa di utilità o la disponibilità a soddisfare gli interessi dell'associazione mafiosa. Per queste ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e il provvedimento rinviato al Tribunale di Catania per nuovo giudizio e nuova motivazione conformemente ai principi esposti dalla Corte.

Norme richiamate

  • art. 416-ter cod. pen.

    "qualunque altra utilità"

    La nozione di "qualunque altra utilità" dopo le riforme legislative comprende qualsiasi vantaggio, patrimoniale o non patrimoniale, e non è limitata a beni immediatamente monetizzabili; tuttavia la promessa deve essere specifica e idonea a tradursi in un impegno vincolante del politico a spendere la propria influenza o poteri nell'interesse dell'associazione mafiosa

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sull'associazione mafiosa richiamata nelle contestazioni con riferimento alla situazione fattuale; i difensori hanno invocato il divieto del ne bis in idem con riguardo a precedenti contestazioni, ma la Corte non si è pronunciata in termini risolutivi su tale doglianza nel dispositivo qui riportato

  • legge 17 aprile 2014, n.62

    Ha ampliato l'oggetto della controprestazione rilevante per l'art. 416-ter includendo "altre utilità" oltre al denaro, rimuovendo il riferimento esclusivo al denaro

  • legge 23 giugno 2017, n.103

    Ha elevato la cornice edittale della fattispecie di cui all'art. 416-ter contribuendo a successive modifiche normative

  • legge 21 maggio 2019, n.43

    Ha ulteriormente ampliato l'oggetto della controprestazione prevedendo la "disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione mafiosa" e l'espressione "qualunque altra utilità", superando in via normativa precedenti limitazioni giurisprudenziali

  • Corte di Cassazione, Sez. 6, n. 43186 del 11/09/2024 (Sorbello)

    Orientamento recente che ha ritenuto che la formulazione post-2019 consente di considerare rilevanti anche utilità non quantificabili economicamente (es. intervento per scarcerazione), posizione che la Corte nel caso concreto ha deciso di seguire e ribadire

  • Sentenza Corte costituzionale n.200 del 2016

    Richiamata dai difensori in tema di ne bis in idem; indicata come principio invocato, ma non decisiva nel dispositivo qui riportato

Massime di principio

  • Dopo le riforme legislative (in particolare la legge n.43/2019) l'espressione "qualunque altra utilità" nell'art. 416-ter c.p. include vantaggi patrimoniali e non patrimoniali; non è più corretto limitare la nozione alle sole utilità immediatamente monetizzabili
  • Per integrare lo scambio elettorale politico-mafioso non basta una generica o indeterminata promessa di "interessarsi": è necessaria una promessa che abbia carattere di specificità e precettività, ossia un impegno vincolante del politico a spendere i propri poteri o la propria influenza per soddisfare interessi dell'associazione
  • Promesse di atti concreti e produttivi di vantaggi per il clan (es. assunzioni effettive, nomine in settori strategici, assegnazione di appalti, interventi giudiziari o amministrativi specifici) rientrano più agevolmente nella nozione di "qualunque altra utilità" e possono integrare la fattispecie, se adeguatamente provate
  • Nelle impugnazioni cautelari il giudice deve motivare con chiarezza la sussistenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari; lacune o contraddizioni motivazionali in ordine alla natura concreta della promessa di utilità possono comportare l'annullamento del provvedimento cautelare
  • La mera attività politica ordinaria (interessarsi per i legittimi diritti lavorativi di terzi) non configura automaticamente il reato di cui all'art. 416-ter: occorre valutare il contesto, il vincolo diretto con l'associazione mafiosa, la concretezza dell'impegno e l'utilità effettivamente promessa o concordata
  • Le doglianze processuali quali il ne bis in idem devono essere valutate separatamente e richiedono accertamenti puntuali sulla identità dell'oggetto e del procedimento, non risultando automaticamente decisiva la sola evocazione del principio

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