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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12212/2023 del 23/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore del ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte d'appello (che aveva dichiarato inammissibile, per tardività, l'istanza di rescissione del giudicato proposta il 6.7.2022) deducendo violazione e erronea applicazione degli artt. 5 c.p., 629‑bis c.p.p. in relazione all'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) e c), e vizi di motivazione. Il nucleo della doglianza era che il termine di 30 giorni per proporre la rescissione avrebbe dovuto decorrere dalla data in cui il ricorrente, tramite il difensore nominato il 6.6.2022, venne a conoscenza dell'istituto della rescissione, non già da una precedente conoscenza del procedimento o dall'esecuzione della condanna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la Corte d'appello aveva ragione a ritenere tardiva l'istanza di rescissione, rilevando che il termine di 30 giorni decorre dalla conoscenza del procedimento (collegata, nel caso, all'arresto ed alla esecuzione della condanna) e non dalla sola conoscenza dei rimedi giurisdizionali o dalla nomina del difensore. Tuttavia la motivazione decisiva della Cassazione è stata il difetto di legittimazione soggettiva del difensore: l'avv. Spantaconi aveva una procura speciale autenticata per depositare l'istanza di rescissione, ma non una procura specifica per proporre ricorso per cassazione avverso il provvedimento della Corte d'appello, e tale procura speciale è condizione di legittimazione per impugnare. Perciò il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per carenza di rappresentanza attiva; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629‑bis cod. proc. pen.

    "decorre dalla mera \"conoscenza del procedimento\""

    La Corte ha interpretato che il termine di 30 giorni per la presentazione dell'istanza di rescissione decorre dalla conoscenza del procedimento (es. dall'esecuzione della condanna/arresto) e non dalla conoscenza specifica dei contenuti del provvedimento o degli eventuali rimedi.

  • art. 583, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiama la forma di autenticazione richiesta per la procura speciale: la procura autenticata è condizione di legittimazione per la presentazione dell'istanza di rescissione e per atti speciali.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.

    Norme richiamate dal ricorrente come fondamento di doglianze per violazione di legge e motivazione: concernono i motivi tassativi di cassazione (violazione di legge e motivazione contraddittoria o illogica). La Corte non ha esaminato il merito per via dell'inammissibilità per difetto di legittimazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prerogativa che consente alla Corte di condannare il ricorrente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata nel caso nella misura stimata equa di €3.000.

  • art. 5 cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al principio di legalità/pene, ma la Corte non ha affrontato questioni di merito relative a questo articolo, essendo il ricorso dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione.

Massime di principio

  • Il termine di 30 giorni per proporre l'istanza di rescissione del giudicato decorre dalla conoscenza del procedimento (ad es. dall'arresto o dall'esecuzione della condanna), non dalla mera conoscenza successiva dei rimedi o dalla nomina di un difensore.
  • La procura speciale autenticata è una condizione di legittimazione sostanziale per proporre l'istanza di rescissione e per atti specifici: se il difensore non è munito della procura speciale richiesta per la fase processuale che intende impugnare (es. ricorso per cassazione avverso decisione sull'istanza), il ricorso è inammissibile per difetto di rappresentanza.
  • La procura conferita per uno specifico atto o fase (es. presentare l'istanza di rescissione) non vale automaticamente per fasi successive o differenti (es. impugnare l'ordinanza che respinge l'istanza): occorre attenzione a conferire procure separate e specifiche per ogni impugnazione necessaria.
  • L'inammissibilità per carenza di legittimazione comporta generalmente condanna alle spese e può comportare l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende; dunque è importante verificare formalmente le procure e i termini prima di proporre impugnazioni.
  • Le questioni di legittimità costituzionale relative alla decorrenza del termine di rescissione sono state sollevate in dottrina e giurisprudenza, ma fino a decisioni favorevoli la prassi resta quella della decorrenza dalla "conoscenza del procedimento" così come interpretata dalla giurisprudenza.

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