Cassazione Penale, Sentenza n. 35049/2025 del 28/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza di appello deducendo, con i primi due motivi, violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al giudizio di responsabilità per il reato di cui all'art. 646 c.p., sostenendo l'inesistenza dell'ingiusto profitto e contestando il momento consumativo del reato: l'amministratore avrebbe posto in essere una unica distrazione su uno dei conti condominiali ma, alla cessazione della carica, avrebbe reintegrato il patrimonio complessivo del condominio, tanto da rendere incerta la sussistenza del dolo
La decisione
La Corte ha ritenuto non manifestamente infondati i primi due motivi, in quanto rilevante la questione sul momento consumativo e sull'esistenza dell'ingiusto profitto. Avendo tali motivi assorbito le altre doglianze, ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, constatando che la prescrizione era maturata il 16 agosto 2024. Ha pertanto annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Le risultanze non consentivano una decisione più favorevole per l'imputato ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
Norme richiamate
La Corte ha esaminato la contestazione di responsabilità per il reato previsto dall'art. 646 c.p. alla luce della mancanza, secondo il ricorrente, di un ingiusto profitto e del dubbio sul dolo, con particolare attenzione al momento consumativo del reato (se la distrazione sia stata definitiva o temporalmente compensata dal reintegro del patrimonio)
Richiamata per chiarire che, nonostante l'annullamento per estinzione del reato, le risultanze acquisite non permettevano di pronunciare nei confronti dell'imputato una decisione più favorevole (ad esempio una assoluzione) rispetto a quanto emerso
Massime di principio
- Quando il presunto autore di un'appropriazione/distrazione reintegra il patrimonio complessivo dell'ente entro la fine della carica, può sorgere un concreto dubbio sulla sussistenza dell'"ingiusto profitto" e sul dolo: ciò incide sul momento consumativo del reato e sulla valutazione della responsabilità
- Se i motivi di impugnazione sollevano dubbi non manifestamente infondati sulla configurabilità del reato, la Corte di legittimità può accertare l'estinzione del reato per prescrizione senza rinvio quando dicho dubbio abbia assorbito le altre censure
- In casi simili è importante documentare con precisione tempi e modalità del reintegro patrimoniale (data, importi, conti interessati) per dimostrare l'assenza di un profitto definitivo: la prova documentale può determinare l'esito del giudizio sul dolo
- Il calcolo della prescrizione dipende dal momento consumativo: contestare e provare che l'evento consumativo si è estinto o è stato ripristinato può far decorrere o interrompere i termini; pertanto va determinato con cura il momento rilevante ai fini della prescrizione
- L'estinzione per prescrizione annulla la condanna ma non costituisce una pronuncia di merito favorevole (assoluzione) se le risultanze non consentono una decisione più favorevole ai sensi dell'art. 129 c.p.p.; per ottenere un'assoluzione è necessario che le prove escludano la responsabilità
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