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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09027/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello che lo ha ritenuto responsabile del delitto di ricettazione, sostenendo, con il primo motivo, che la motivazione sarebbe illogica perché fondata su una diversa lettura delle risultanze processuali e su una rivalutazione delle fonti di prova; con il secondo motivo contesta il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Dalla decisione emerge che la vicenda riguarda il possesso di merce rinvenuta in disponibilità dell'imputato, ritenuta proveniente da una sottrazione in danno di un istituto scolastico e priva di una valida giustificazione sulla provenienza lecita.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara inammissibile il ricorso. Ritiene che il primo motivo sia diretto a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio, operazione preclusa al giudice di legittimità, e che la sentenza impugnata abbia motivato in modo adeguato sulla responsabilità per ricettazione, valorizzando l'assenza di spiegazioni lecite sulla provenienza della merce e il suo riconoscimento come sottratta da personale dipendente dell'istituto scolastico. Quanto al diniego delle attenuanti generiche, la Corte osserva che la motivazione di merito è sufficiente perché richiama elementi ritenuti decisivi, quali i precedenti penali e la scarsa collaborazione dell'imputato. Conseguentemente, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La ricettazione è configurabile quando il possesso di una cosa proveniente da delitto non sia accompagnato da una valida spiegazione della legittima provenienza; la mancata giustificazione del possesso può costituire prova della conoscenza dell'illecita provenienza.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito indica gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti; non è necessario esaminare analiticamente tutti i dati favorevoli o sfavorevoli allegati dalle parti.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è preclusa una nuova valutazione del materiale probatorio e della credibilità delle fonti di prova; il ricorso non può essere utilizzato per ottenere una diversa lettura dei fatti rispetto a quella compiuta dai giudici di merito.
  • Nel delitto di ricettazione, l'assenza di una giustificazione plausibile della provenienza lecita del bene, unita agli elementi che ne attestino la provenienza delittuosa, può sorreggere la prova della consapevolezza dell'illecita provenienza.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è censurabile solo se privo di motivazione o sorretto da argomentazione manifestamente illogica; è sufficiente che il giudice faccia riferimento ad alcuni elementi decisivi, quali precedenti penali e condotta processuale non collaborativa.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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