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Ordinanza

Ordinanza n. 2819/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per l'Abruzzo, Sezione staccata di Pescara n. 61 del 29 maggio 2026

Giustizia amministrativa202605270

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Delibera della Giunta regionale dell’Abruzzo n. 895 del 29 dicembre 2025, nella parte in cui inserisce tra gli alberi monumentali un esemplare di Quercus pubescens sito su fondo privato nel Comune di Pescara

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto appello cautelare contro l’ordinanza del TAR Abruzzo, Sezione staccata di Pescara, che aveva respinto la domanda di sospensione della delibera regionale. Ha dedotto l’erroneità della valutazione compiuta dal TAR in ordine al significato della precedente delibera regionale n. 1103/2015, alla natura di atto nuovo e autonomamente lesivo della delibera n. 895/2025, all’idoneità della collocazione dell’albero a conservarne i caratteri monumentali e all’incompletezza dell’istruttoria. Quanto al periculum in mora, ha sostenuto che la tutela dell’albero comporterebbe un’eccessiva limitazione del diritto di proprietà, impedendo la gestione ordinaria del fondo e il pieno sfruttamento delle sue potenzialità edificatorie.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, ritenendo insussistente il periculum in mora. Il pregiudizio prospettato è stato considerato generico e sostanzialmente economico, quindi non idoneo, allo stato, a integrare un danno grave e irreparabile. Inoltre, tale pregiudizio non è stato ritenuto direttamente riconducibile alla delibera n. 895/2025, poiché gli effetti di tutela dell’albero risultano collegati anche alla precedente delibera n. 1103/2015, della quale il provvedimento impugnato costituirebbe aggiornamento, nonché alla proposta di monumentalità prevista dalla normativa statale e regionale richiamata. Il Collegio ha inoltre rilevato che eventuali interventi necessari per la tutela dell’incolumità pubblica non sarebbero impediti dagli atti impugnati. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della particolarità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare avverso le ordinanze dei tribunali amministrativi regionali.

  • legge n. 10/2023

    Richiamata quale fonte della disciplina relativa alla proposta di monumentalità degli esemplari arborei.

  • decreto interministeriale 23 ottobre 2014

    Richiamato, insieme alla normativa statale e regionale, in relazione alla proposta di monumentalità degli alberi.

  • legge regionale Abruzzo n. 3/2014

    Richiamata quale fonte regionale della disciplina relativa alla tutela degli alberi monumentali.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il periculum in mora richiede la dimostrazione di un rischio imminente di pregiudizio grave e irreparabile; la prospettazione generica di un danno economico non è sufficiente, di regola, a integrare tale requisito.
  • Il pregiudizio cautelare deve essere direttamente e causalmente riconducibile all’atto impugnato; quando gli effetti lesivi derivano anche da precedenti atti o da una disciplina già operante, l’atto successivo non può essere considerato, ai soli fini cautelari, fonte autonoma del danno senza una specifica dimostrazione.
  • La tutela amministrativa di un albero qualificato o proposto come monumentale non preclude, di per sé, gli interventi eventualmente necessari per salvaguardare l’incolumità pubblica.

Come è indicizzato

MaterieVincolo culturaleTutela cautelare
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimo affidamento

Testo integrale

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