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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04214/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (fideiussore)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca nei confronti di un fideiussore della società garantita. In opposizione il garante aveva contestato la debenza di parte del saldo azionato, deducendo l'illegittimità di varie voci addebitate sul rapporto bancario sottostante, tra cui capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori, commissioni di massimo scoperto, interessi ultralegali e spese non convenute o non validamente pattuite, assumendo che tali poste rendessero il credito non corretto. Il Tribunale aveva accolto l'opposizione; la Corte d'appello, invece, ha riformato la decisione ritenendo generiche le allegazioni dell'opponente, perché non avrebbe indicato specificamente le clausole nulle né il superamento del tasso soglia, e ha ritenuto erronea anche la consulenza tecnica espletata in primo grado, poiché avrebbe colmato lacune allegatorie e probatorie della parte opponente. Con il ricorso per cassazione il fideiussore ha dedotto, con due motivi, nullità della sentenza per omessa pronuncia e/o motivazione in relazione alle specifiche contestazioni svolte in opposizione, nonché violazione degli artt. 112, 132, 191 c.p.c., 24 Cost. e 2697 c.c., sostenendo che la Corte d'appello aveva erroneamente qualificato come generiche le allegazioni iniziali, aveva omesso di esaminare i contratti di conto corrente e le consulenze tecniche, e aveva indebitamente sollevato la banca dall'onere di prova nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso nei limiti della motivazione. Ha ritenuto infondate o inammissibili le censure di omessa pronuncia e omessa motivazione nella parte in cui non si confrontavano con la ratio decidendi della sentenza impugnata, fondata sulla supposta genericità delle deduzioni; ha invece ritenuto fondate le doglianze sulla erronea qualificazione delle allegazioni come generiche. La Corte ha rilevato, esaminando direttamente l'atto di opposizione, che le contestazioni del ricorrente erano sufficientemente specifiche. Ha quindi cassato la sentenza della Corte d'appello e rinviato alla Corte d'appello di Napoli, in diversa composizione, affinché proceda a nuova valutazione delle deduzioni e del materiale istruttorio acquisito, regolando anche le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    è stato invocato per denunciare nullità della sentenza e violazione di norme processuali

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    è stato invocato per denunciare violazione di legge sostanziale, in particolare dell'art. 2697 c.c.

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato come parametro del vizio di omessa pronuncia

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato in relazione all'asserita mancata considerazione delle contestazioni e delle prove

  • art. 132 c.p.c.

    richiamato per denunciare motivazione asseritamente inesistente o apparente

  • art. 163 c.p.c.

    richiamato a proposito della specificità dell'atto introduttivo

  • art. 191 c.p.c.

    richiamato nel secondo motivo con riferimento alla consulenza tecnica d'ufficio

  • art. 24 Cost.

    richiamato quale parametro del diritto di difesa

  • art. 2697 c.c.

    richiamato per contestare l'erronea distribuzione dell'onere della prova

  • art. 1, comma 1, D.L. 394/2000

    richiamato come norma di interpretazione autentica che attribuisce rilevanza, ai fini dell'usura, al momento della pattuizione e non a quello del pagamento degli interessi

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato per la proposta di definizione camerale e per il vaglio preliminare del ricorso

  • artt. 375, secondo comma, e 380-bis.1 c.p.c.

    richiamati per la trattazione in camera di consiglio

  • art. 366 c.p.c.

    richiamato in relazione alla specificità del ricorso per cassazione

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la parte opponente che deduca nullità di clausole o illegittimità di addebiti bancari deve formulare contestazioni specifiche, ma tale specificità va valutata in concreto sull'atto introduttivo e non può essere esclusa in modo apodittico.
  • Se il giudice di merito fonda la decisione sulla asserita genericità delle allegazioni, la Corte di cassazione può esaminare direttamente l'atto processuale quando sia denunciato un error in procedendo e il ricorso riproduca e localizzi specificamente il contenuto dell'atto.
  • La consulenza tecnica d'ufficio non può essere utilizzata per supplire integralmente alle carenze di allegazione e di prova delle parti; tuttavia, ove siano dedotte nullità rilevabili d'ufficio, il giudice deve comunque verificare il materiale documentale acquisito nei limiti consentiti dall'ordinamento.
  • In materia di usura bancaria, la verifica del superamento del tasso soglia va compiuta con riferimento al momento della pattuizione del tasso, secondo la norma di interpretazione autentica richiamata dalla Corte.
  • Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la distribuzione dell'onere della prova non può essere alterata in modo da esonerare la banca dalla dimostrazione del credito azionato quando siano contestati specifici addebiti e la validità delle clausole poste a fondamento della pretesa.

Come è indicizzato

MaterieConto correnteOpposizioni esecutive
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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